von mas 24.08.2026 19:00 Uhr

Quando i lupi „fanno il giro“

Predazioni a raffica in Val del Chiese, anche a pochi passi dalle abitazioni – FOTO ALL’INTERNO

Foto di repertorio: C. Frapporti Archivio Servizio Foreste e fauna Pat

«Mi hanno detto che adesso per una quindicina di giorni dovrei poter stare tranquilla, che i lupi hanno preso su il loro giro, e da me non ripasseranno che fra un paio di settimane» – ci racconta Franca, e aggiunge: «Questa però non è più vita, è davvero un mondo storto...»

Ma andiamo con ordine.

La settimana scorsa, i lupi hanno fatto visita al piccolo allevamento di capre di Franca Maestri. Siamo in Valle del Chiese, poco sopra il paese di Lardaro, dove un tempo sorgeva il Forte Danzolino, uno dei cinque della Sperre Lardaro, la linea difensiva approntata dal genio militare austriaco a ridosso della prima guerra mondiale. Qui, a pochi passi dall’ex Ranch Dean, un edificio abitato tutto l’anno, Franca tiene i suoi animali. Sono all’aperto, sì, ma dentro a un recinto alto due metri, munito di un cancello che viene tenuto chiuso.

I lupi sono arrivati di notte, hanno superato il recinto come se non esistesse, e hanno predato due capre e quattro capretti. La scena che si è presentata davanti agli occhi di Franca il mattino dopo è straziante, e le foto rendono solo in minima parte l’idea.

Franca, che sempre a Danzolino aveva già subito una predazione a metà aprile,  ha denunciato il fatto alle autorità. Non tanto per il rimborso del danno, che è comunque minimo rispetto all’effettiva perdita subita, ma per lanciare l’allarme su un fatto che secondo lei (e anche secondo noi) è veramente grave, soprattutto per la vicinanza della predazione alle case abitate e per la totale mancanza di timore dimostrata dai lupi.

Il personale forestale le ha detto che adesso per un paio di settimane può stare tranquilla. I lupi infatti hanno memorizzato il loro „giro„: qualche giorno prima erano passati da Malga Magiassone (qui siamo in Val d’Arnò, una laterale della Val di Breguzzo), e prima ancora a Malga Avalina (sui monti di Roncone). Qui avevano predato una mucca e una manza, animali molto più grandi delle capre di Franca.

In attesa che il branco di predatori completi „il giro“ e che i lupi tornino a farle visita, Franca non è certo tranquilla. Come ha raccontato alla nostra redazione, così non si vive più. La paura è costante, non solo per gli animali, che per lei (come nel caso di Luca Scalfi che abbiamo raccontato qualche tempo fa) non sono certo fonte di guadagni stellari, ma soprattutto una passione, sono compagnia e affetto, esattamente come il cane o il gatto per chi magari vive in città.

Ma a questo punto, anche per le persone: chi si fiderà lasciare che i bambini giochino nei prati appena fuori dalla porta di casa, visto che da noi la casa è al limitare del bosco, se non nel bosco stesso? Chi si inoltrerà serenamente fra gli alberi, non solo per andare a funghi o a mirtilli, ma anche per una semplice passeggiata? Chi terrà ancora animali come le sue capre, sapendo che ogni due settimane passeranno i lupi a fare strage?

Se continua così, nessuno avrà più il coraggio e la forza per continuare a vivere qui, ci ha detto Franca, e il bosco, che è già appena lì sopra il paese, arriverà fino a fondovalle. Non si capisce chi possa ricavare guadagno da una situazione simile, di certo la montagna ha tutto da perdere, afferma Franca convinta.

E noi non possiamo che darle pienamente ragione.

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