von fpm 08.09.2026 13:00 Uhr

Le Alpi diventano più verdi, ma perdono biodiversità (1)

Le temperature in aumento portano sulle cime le piante delle quote più basse

(immagini web) elab gif Flavio Pedrotti Móser

Oggi sulle cime delle montagne europee crescono più specie vegetali rispetto a due decenni fa. Dietro questo sviluppo apparentemente positivo si nasconde tuttavia la crescente perdita delle piante tipiche dell’alta montagna. Quanto più sono aumentate le temperature su una cima, tanto più rare sono diventate determinate specie; in alcuni casi sono già completamente scomparse. È quanto emerge da uno studio internazionale dell’Università di Vienna, dell’Accademia Austriaca delle Scienze e dell’Università di Risorse Naturali e Scienze della Vita di Vienna, pubblicato sulla rivista scientifica Science. Lo studio si basa sui dati del monitoraggio internazionale a lungo termine GLORIA, al quale partecipa anche Eurac Research. In Südtirol vengono monitorate regolarmente complessivamente otto cime nelle Dolomiti e nel Texelgruppe. Con l’aumento delle temperature, le piante delle quote più basse colonizzano anche le regioni più elevate. Per questo, negli ultimi decenni, il numero di specie vegetali presenti sulle cime delle montagne europee è aumentato. Allo stesso tempo, però, sono sottoposte a una crescente pressione quelle specie che sono particolarmente ben adattate al freddo e alle condizioni estreme dell’alta montagna. Le nuove analisi del monitoraggio a lungo termine mostrano ora che queste specie specializzate dell’alta montagna stanno scomparendo dalle superfici studiate.

Il ritiro comincia dal basso. Le piante d’alta montagna scompaiono dapprima nelle zone situate più in basso del loro precedente areale di distribuzione, dove devono fare i conti con l’aumento delle temperature. Il legame con il riscaldamento climatico è evidente: quanto più è aumentata la temperatura su una cima monitorata, tanto maggiore è stato il numero di specie specializzate andate perdute. «Sulle cime delle montagne troviamo effettivamente più specie, perché sempre più spesso vi compaiono anche piante che prediligono il caldo. Allo stesso tempo, però, le specie adattate al freddo diminuiscono e in parte sono già scomparse. Ciò significa che proprio le piante che sono particolarmente caratteristiche della flora dell’alta montagna vengono progressivamente soppiantate», spiega il biologo Andreas Hilpold di Eurac Research. Sulle cime del Südtirol oggetto dello studio, questo fenomeno riguarda in particolare specie specializzate dell’alta montagna come la sassifraga di Facchini, il licopodio alpino, l’anemone del Monte Baldo e la carice rupestre. Per lo studio, il gruppo internazionale di ricerca ha analizzato i dati provenienti da aree di osservazione permanente situate su 62 cime montuose europee. Tra il 2001 e il 2022, queste superfici sono state esaminate quattro volte nell’ambito della rete internazionale GLORIA, utilizzando ogni volta la stessa metodologia. È emerso che la percentuale di specie scomparse è aumentata progressivamente da una montagna all’altra.

Otto cime del Südtirol sotto osservazione permanente: anche il Südtirol fa parte della rete europea di monitoraggio. I primi quattro siti di ricerca sono stati istituiti nel 2001 nelle Dolomiti, sul Latemar e sul Sellastock. In seguito, sono state aggiunte altre quattro cime nel Texelgruppe. Da alcuni anni Eurac Research partecipa ai rilevamenti nell’ambito del Biodiversitätsmonitoring Südtirol. Le cime delle aree di studio si trovano ciascuna a quote differenti: dalla fascia del limite superiore del bosco fino alla fascia subnivale, dove crescono ormai pochissime piante. Sono state scelte deliberatamente cime il meno possibile frequentate e scarsamente influenzate dall’attività umana, in modo che i dati non fossero falsati dal pascolo o da altri interventi antropici.

I rilevamenti, effettuati regolarmente, seguono una metodologia rigorosamente definita: l’intera cima viene suddivisa in superfici contrassegnate. I ricercatori identificano le specie vegetali presenti e registrano quanto sono frequenti e quale percentuale della superficie ricoprono. A ogni nuovo rilevamento vengono esaminate esattamente le stesse superfici. In questo modo è possibile seguire i cambiamenti nel corso dei decenni.

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