Briciole di Memoria: Egger-Lienz … „redento“

Lo avevamo preannunciato qualche giorno fa, presentando — per la rubrica „Musei del Tirolo“ — la mostra temporanea „Ich bin fertig — Ho finito!“, allestita a Schloss Bruck a Lienz e dedicata agli ultimi anni di vita e di opere del celebre pittore tirolese Albin Egger-Lienz. Noi l’abbiamo ammirata qualche settimana fa e, quasi per caso, abbiamo notato, fra i pannelli che completano l’esposizione dei dipinti e che accompagnano i visitatori lungo il percorso espositivo, un breve testo davvero „interessante“.
Egger-Lienz — già conosciuto come Kriegsmaler prima, e come l’artista di grandi opere monumentali, come „Haspinger Anno Neun“, le diverse versioni dei „Namenlosen — I senza nome“ o la celeberrima „Totentanz — Danza macabra“ — trascorse gli ultimi anni della sua vita a Bolzano, anzi, più precisamente a St. Justina, fra i vigneti che sovrastano Rentsch.
Nella presentazione della mostra si legge che mieté un notevole successo alla Biennale di Venezia, ma che il grande pubblico e la critica lo consideravano „un gotico del Nord“ (in senso dispregiativo, dandogli quasi del „barbaro“ tanto per cambiare…).
Egger-Lienz non si curò molto degli accadimenti politici, per quanto pesanti essi fossero: dall’annessione del Sudtirolo, alla presa di potere fascista, all’inizio della cancellazione dell’identità del popolo tirolese.Chi si curò di lui fu invece nientemeno che Ettore Tolomei. Il „profeta“ dell’italianizzazione forzata del Sudtirolo, della negazione della cultura e della storia, della cancellazione della toponomastica e persino dei cognomi delle persone, dedica ad Egger-Lienz un passaggio di un articolo pubblicato sulla rivista „Archivio per l’Alto Adige“ da lui diretta.
„Alcune sue tele, monumenti imperituri di quest’arte, sono in Italia notissime. La vittoria italiana aveva congiunto questo gigante dell’arte alla grande famiglia artistica nazionale, anzi si può dire che la sua vera rivelazione coincide con la redenzione dell’Alto Adige.
Non crediamo serva aggiungere altro…
Bene hanno fatto i curatori della mostra „Ich bin fertig“ a proporre anche questo dettaglio, insieme ad altri testi dell’epoca. Forse però sarebbe stata utile una breve spiegazione su chi sia stato Ettore Tolomei e sulla sua opera distruttrice.






