Cinquant’anni di proporzionale

In occasione del cinquantesimo anniversario del decreto proporzionale etnica del 26 luglio 1976, la Süd-Tiroler Freiheit richiama l’attenzione sul ruolo fondamentale che il proporzionale etnico continua a svolgere nella tutela delle minoranze in Süd-Tirol. Secondo il movimento, questo strumento ha consentito di superare decenni di discriminazioni nei confronti dei gruppi linguistici tedesco e ladino, contribuendo a ristabilire un equilibrio più equo tra le comunità linguistiche del territorio. Allo stesso tempo, la Süd-Tiroler Freiheit denuncia quello che definisce un progressivo indebolimento del sistema. In particolare, accusa i Verdi e diversi partiti italiani di considerare la proporzionale etnica un meccanismo ormai superato. Critiche vengono rivolte anche alla Südtiroler Volkspartei, che negli ultimi anni avrebbe sostenuto una serie di interventi volti ad attenuarne l’applicazione. «La tutela delle minoranze non è un terreno di gioco», ribadisce il movimento. Nel documento si ricorda come, dopo l’annessione di Süd-Tirol all’Italia e soprattutto durante il periodo fascista, l’italianizzazione del territorio venne perseguita in maniera sistematica. La lingua tedesca fu progressivamente esclusa dalla pubblica amministrazione, mentre gli appartenenti ai gruppi linguistici tedesco e ladino rimasero in gran parte esclusi dall’accesso agli impieghi statali. Una situazione che, secondo la Süd-Tiroler Freiheit, rimase pressoché immutata anche nei primi decenni del dopoguerra. Ancora nel 1975 soltanto il 14% circa dei posti rilevanti nella pubblica amministrazione statale risultava occupato da appartenenti ai gruppi linguistici tedesco e ladino. Nel 1979 questi rappresentavano appena un quarto dei quasi 29 mila dipendenti pubblici complessivi.
L’approvazione del Secondo Statuto di Autonomia e del decreto sul proporzionale etnica del 1976 segnò, secondo il movimento, una svolta decisiva. Da quel momento i posti nella pubblica amministrazione vennero assegnati in base alla consistenza numerica dei gruppi linguistici tedesco, italiano e ladino. Insieme all’obbligo del bilinguismo, il sistema avrebbe garantito un accesso più equo al pubblico impiego e il diritto dei cittadini a utilizzare la propria lingua madre nei rapporti con l’amministrazione. Il principio della proporzionale etnica venne inoltre esteso alla ripartizione di alcuni fondi pubblici e alla composizione di diversi organi politici. Fondamentale, in questo quadro, la dichiarazione personale di appartenenza o aggregazione al gruppo linguistico, definita dalla Süd-Tiroler Freiheit come lo strumento che rende la tutela delle minoranze verificabile e giuridicamente esigibile. Secondo la Süd-Tiroler Freiheit, gli obiettivi originari della proporzionale etnica sono stati in larga parte raggiunti. I gruppi linguistici tedesco e ladino hanno ottenuto un accesso adeguato al pubblico impiego e il sistema ha contribuito a ridurre gli squilibri storici, rafforzando la fiducia reciproca e favorendo una convivenza pacifica.
Il movimento sottolinea inoltre come la proporzionale etnica non rappresenti un privilegio nei confronti del gruppo linguistico italiano, bensì una garanzia per tutte e tre le comunità linguistiche, assicurando una rappresentanza proporzionale etnica alla loro reale consistenza demografica e impedendo che una sola possa esercitare un controllo predominante sulle istituzioni, sull’amministrazione o sulle risorse pubbliche. La Süd-Tiroler Freiheit sostiene che da anni esponenti dei Verdi e di partiti italiani descrivono la proporzionale etnica e la dichiarazione di appartenenza linguistica come strumenti ormai anacronistici, accusandoli di rinchiudere i cittadini in rigide categorie etniche.
Per il movimento, tuttavia, dietro queste critiche si nasconde un obiettivo politico ben preciso: sganciare la rappresentanza garantita dei gruppi linguistici dalla loro effettiva consistenza numerica e dal risultato espresso dagli elettori. Secondo la Süd-Tiroler Freiheit, sarebbe contraddittorio che proprio le forze politiche contrarie alla proporzionale etnica chiedano allo stesso tempo una rappresentanza più ampia, se non addirittura superiore alla consistenza reale, del gruppo linguistico italiano. In questo modo, sostiene il movimento, uno strumento nato per proteggere una minoranza storica rischierebbe di essere utilizzato per modificare gli equilibri politici determinati dal voto.
Il documento critica anche le deroghe introdotte negli ultimi anni dalla Giunta provinciale attraverso il cosiddetto „proporzionale etnica flessibile“, che consente, in situazioni considerate eccezionali, di discostarsi dalla ripartizione prevista dei posti pubblici. Secondo la Süd-Tiroler Freiheit, gli effetti sarebbero particolarmente evidenti nel settore sanitario, dove non mancano le segnalazioni di pazienti impossibilitati a comunicare in lingua tedesca con medici e personale sanitario. Per il movimento, la carenza di personale non può diventare una giustificazione permanente per sospendere l’applicazione del proporzionale etnica e del bilinguismo. La risposta dovrebbe invece consistere nel rendere più attrattivi i posti di lavoro, investire nella formazione del personale locale ed esigere il possesso delle competenze linguistiche richieste.
Tra i punti più contestati figura anche la riforma dello Statuto di Autonomia entrata in vigore nel giugno 2026. In base alle nuove disposizioni, il Südtiroler Landtag può decidere, a maggioranza assoluta, di adeguare in tutto o in parte la composizione della Giunta provinciale ai risultati del censimento linguistico, indipendentemente dagli esiti delle elezioni provinciali. Analogamente, anche nei Comuni sarà possibile nominare in Giunta un rappresentante di un gruppo linguistico pur in presenza di un solo consigliere comunale appartenente a quel gruppo, qualora la maggioranza lo deliberi. Per la Süd-Tiroler Freiheit, queste modifiche rischiano di alterare il rapporto tra rappresentanza linguistica e volontà espressa dagli elettori. Il movimento ribadisce di essersi opposto alla riforma fin dall’inizio, sostenendo che il proporzionale etnica non debba essere utilizzato per correggere i risultati elettorali o garantire incarichi di governo a determinate forze politiche.
Nelle conclusioni, la Süd-Tiroler Freiheit afferma che ogni deroga alla proporzionale etnica, ogni utilizzo politico dello strumento e ogni violazione del principio del bilinguismo contribuiscono a indebolire progressivamente la tutela della minoranza storica di lingua tedesca e ladina nello Stato italiano. Per questo il movimento chiede alla Giunta provinciale e, in particolare, alla Südtiroler Volkspartei, un’inversione di rotta, con il ripristino di un’applicazione rigorosa del proporzionale etnica in tutte le amministrazioni pubbliche e la piena garanzia dell’utilizzo della lingua tedesca.
Il messaggio finale è netto: «la proporzionale etnica etnico non è un terreno di gioco». E l’avvertimento politico è rivolto soprattutto alla Südtiroler Volkspartei: proseguire sulla strada degli allentamenti significherebbe, secondo la Süd-Tiroler Freiheit, rinunciare definitivamente al proprio ruolo di rappresentante degli interessi della popolazione di lingua tedesca e ladina.






