Südtiroler Schützenbund sostiene la causa

È stato presentato ricorso contro la multa amministrativa di 430 euro imposta dalla stazione dei Carabinieri Vintl a un agricoltore a causa della scritta „TIROL“ sul suo prato. Il reclamo ai sensi dell’art. 204-bis del Codice della Strada è stato presentato dall’avvocato Nicola Canestrini presso il Tribunale di Pace di Brixen. La Südtiroler Schützenbund, che ha sostenuto il proprietario terriero fin dall’inizio, accoglie con favore il fatto che la questione sia ora in fase di chiarimento in tribunale. „L’obiezione riguardava una scritta rosso opaco fatta di lettere alte circa due metri, attaccata a un prato della fattoria – cioè su proprietà privata, a circa 60 metri dalla strada statale SS49. L’accusa viola l’Articolo 23 del Codice della Strada, la disposizione che regola la pubblicità e la propaganda lungo le strade.“ Nel suo ricorso, la difesa afferma innanzitutto che l’articolo 23 del Codice della Strada non è rilevante solo per la sua formulazione. Lo standard porta l’intitolazione „Pubblicità su strade e veicoli“ e vieta cartelli, manifesti e installazioni pubblicitarie con scopi pubblicitari o propagandistici, che devono allo stesso tempo essere specificamente in grado di mettere in pericolo la sicurezza stradale. Tuttavia, la parola „TIROL“ non è né un cartello né una pubblicità: „Si limita a menzionare il nome della regione storica e geografica, senza un marchio, simbolo o riferimento commerciale„, hanno detto gli Schützen.
Né c’era alcun pericolo concreto per il traffico. „Le lettere sono di lato, su un tratto di strada perfettamente rettilineo senza curve, incroci o segnali stradali; da una distanza di 60 metri, è percepita dai passanti come grande solo pochi centimetri ai margini della scena. Significativamente, la sanzione non è stata inflitta fino a diversi giorni dopo l’applicazione e, nel frattempo, non si è verificato nemmeno un incidente – una circostanza che invalida ulteriormente la presunta pericolosità,“ continua. Oltre al livello del diritto stradale, la difesa sostiene espressamente un’interferenza illecita con la libertà di espressione e di pensiero, come protetto dall’articolo 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e dall’articolo 21 della Costituzione italiana. Si sospetta che una disposizione che serve a proteggere la sicurezza stradale sia stata usata in modo improprio per prevenire espressioni culturali e identitarie. „Il fatto che non si tratti davvero di traffico, ma di contenuti politici è già dimostrato dai media e dalla reazione politica: ad esempio, il vicegovernatore Marco Galateo aveva descritto pubblicamente la scritta come una ‚provocazione‘„, ricorda la Schützenbund.
“TIROL ist kein Vergehen, TIROL ist unsere Heimat”. Das Wort TIROL bezeichnet die historische und geografische Heimat unseres Landes. Es ist keine Werbung, kein Propagandaplakat und kein Verkehrszeichen, sondern Ausdruck unserer Kultur und Identität. Wer einen Schriftzug auf einer privaten Wiese mit der Straßenverkehrsordnung ahndet, betreibt der Sache nach Zensur. Wir vertrauen darauf, dass das Friedensgericht Brixen diese Angelegenheit rasch und klar im Sinne der Grundrechte entscheidet – denn TIROL ist kein Vergehen, TIROL ist unsere Heimat“, so Landeskommandant Christoph Schmid.
“Il TIROLO non è un reato, il TIROLO è la nostra patria”. La parola TIROLO indica la patria storica e geografica della nostra terra. Non è pubblicità, né un manifesto di propaganda, né un segnale stradale, ma un’espressione della nostra cultura e identità. Chi sanziona una scritta su un prato privato applicando il codice della strada compie, di fatto, un atto di censura. Confidiamo che il Giudice di Pace di Bressanone decida questa vicenda rapidamente e chiaramente nel rispetto dei diritti fondamentali – perché il TIROLO non è un reato, il TIROLO è la nostra patria”, ha dichiarato il comandante provinciale Christoph Schmid.
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