von mas 30.05.2026 18:30 Uhr

Un libro al mese: Le stagioni di Clara – 5°

Attraverso un’accurata ricerca storica in archivi locali e italiani, il libro di Franco Gioppi ricostruisce l’intricata vicenda di Clara Marchetto, la militante autonomista protagonista di uno dei casi più singolari e controversi della storia politica e giudiziaria del secondo dopoguerra. Ne emerge il ritratto complesso di una donna coraggiosa e determinata, che pagò con l’isolamento e l’oblio la coerenza delle proprie idee. Siamo giunti all’ultimo stralcio, tratto dal capitolo „Inverno“ e dall’epilogo: „Probabilmente, se avesse militato in qualche ambito di diverso colore politico oppure se fosse rimasta tranquilla nella verdeggiante conca tesina le cose sarebbero andate diversamente.“

Particolare della copertina

L'esilio

Alla fine del 1952 Clara Marchetto si trova in terra tirolese, dove adotta un bel maschietto nato a Innsbruck l’anno precedente. E per una persona carica di gravissimi problemi giudiziari a cui s’aggiunge l’assenza del coniuge residente sull’altra riva del Mediterraneo, l’iniziativa appare se non azzardata quantomeno coraggiosa. Probabilmente, abbandonato definitivamente il mondo della scuola, archiviati i sogni autonomistici dell’ultimo sessennio e subodorate nefaste prospettive all’orizzonte, a Clara non rimane che riorganizzare il proprio futuro lontano dal suolo natìo, mirando a un avvenire carico di affetti materni.  Ciò frena il suo stato ansioso e produce in lei effetti benefici riconoscibili dal ritrovato ottimismo, fermezza e fiducia nel prossimo.

Sul finire del 1953 madre e figlio lasciano l’Austria alla volta della Tunisia, allora protettorato francese. Lo scoppio della lotta armata per ottenere l’indipendenza nazionale inducono Clara a lasciare il Paese nordafricano per rifugiarsi – unitamente al figlio Roland – a Saint Rambert d’Albon, villaggio francese posto a sud di Lione dove vivono Jean e Denise Rippa, cugini di Clara originari di Pieve Tesino.

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Nel frattempo però la giustizia italiana fa il proprio corso e dopo 4 anni, 4 mesi e 4 giorni dalla presentazione dell’istanza di revisione, la Corte d’appello di Genova mette la sentenza  con la qualecondanna l’imputata in contumacia  …  e dispone per lei una pena detentiva finale di anni 9, mesi 2 e giorni 206. Un colpo inaspettato e terrificante che riporta in Clara delusione e tristezza, unitamente al convincimento di essere stata tradita da tutti e da quell’Italia antifascista per la quale aveva operato.

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Tali fattori spingono la Marchetto ad allontanarsi dal suo vecchio mondo per tornare nell’amato Tirolo e stabilirsi a Tulfes bei Hall.  Clara s’arrangia con qualche lavoretto precario, Roland, che parla un po’ d’italiano, un po’ di francese e un po’ di dialetto tesino, viene iscritto alla locale Volksschule dove ovviamente s’insegna in tedesco.  (…)

Poi Clara conosce un aristocratico francese, tale barone Clessé, che le propone di trasferirsi  a Parigi per insegnare la lingua italiana nella prestigiosa scuola internazionale Berlitz.  Ecco, quindi, che a fronte di un lavoro decoroso, sicuro e ben retribuito, per l’ennesima volta Clara fa i bagagli e nel corso del 1960 lascia definitivamente il paese tra i monti assieme a suo figlio (…)

Con la crescita di Roland e il nuovo, stabile lavoro d’insegnante, la burrascosa vita della latitante Clara Marchetto si tranquillizza. Nella „città delle luci“  trova anche il tempo e la voglia di scrivere, tanto da pubblicare un volume di carattere storico in cui rievoca le antiche radici e i valori in cui crede fermamente: Non c’è storia del Trentino senza il Tirolo. E dopo aver chiuso le proprie pendenze con la giustizia italiana, in queste amate terre Clara ha modo di tornare liberamente per almeno due brevi periodi di vacanza: una prima volta nell’autunno del 1977 e una seconda nella primavera di due anni dopo.

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Nel 1982 Clara Marchetto raggiunge finalmente il meritato riposo che, purtroppo, si trasforma ben presto in riposo eterno. Deceduta nella capitale francese il 17 settembre di quello stesso anno, le sue ceneri riposano nel camposanto di Pieve Tesino, accanto a quelle del padre, della madre e del nipote Licio che la volle per sempre con sé

Epilogo

Con la scomparsa terrena di Clara Marchetto la nostra storia potrebbe considerarsi conclusa. Ma poiché gli intrecci collegati al secondo processo sono stati solo sfiorati, così come alcune importanti sfaccettature emerse durante la lunga fase di ricerca, si è pensato di raccogliere il tutto in una sorta di epilogo che possa aiutare ulteriormente il lettore a trarre le proprie conclusioni sull’intricata vicenda (…)

Perché si attese l’ascesa politica e il risultato elettorale per fermare questa donna tanto combattiva quanto pericolosa? Almeno per la legge italiana! Perché nei fatti, i britannici l’assolsero, gli austriaci l’accolsero, i francesi l’adottarono. Probabilmente, se avesse militato in qualche ambito di diverso colore politico oppure se fosse rimasta tranquilla nella verdeggiante conca tesina le cose sarebbero andate diversamente. 

Pur nel rispetto della sentenza d’appello, quindi, non possiamo credere che la pace nel mondo sarebbe stata più sicura con Clara Marchetto rinchiusa tra le sbarre perugine.

Un decennio dopo „Clara Marchetto (1911-1982). Combattente per l’autonomia“, Franco Gioppi torna a raccontare le vicende di questa militante autonomista, protagonista di uno dei casi più singolari e controversi della storia politica e giudiziaria del secondo dopoguerra. Lo fa con puntiglio, ma soprattutto con precisione, basandosi sui risultati di una lunga ricerca effettuata non solo negli archivi locali, ma anche e soprattutto attingendo materiale dall’Archivio Centrale dello Stato di Roma e fra le carte ‹segrete› celate tra gli scaffali dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, fondo SIM – SISMI.

Il risultato è un lungo racconto, strutturato sulle quattro  „stagioni“ di vita vissute da Clara Marchetto, e corredato da un’ampia bibliografia e – soprattutto – da una ricchissima appendice fotografica – documentale.  Un libro da non perdere, quindi, per conoscere ed approfondire il personaggio e la donna Clara Marchetto, di cui finalmente è giunta la tardiva „riabilitazione“ da parte della politica regionale.

„Le stagioni di Clara“ – edito dalla Fondazione Museo Storico che l’ha inserita nella propria collana ‘900 Testimonianze – può essere acquistato sia presso la sede della stessa, ma anche nelle librerie , sia „reali“ che online.

Qualche tempo fa, sempre per la rubrica Un libro al Mese, qui su UT24, abbiamo pubblicato una serie di estratti dal libro di Clara Marchetto „Non c’è storia del Trentino senza il Tirolo“, da tempo esaurito ma reperibile in biblioteca. Ecco i link ai quattro articoli:

Non c’è storia del Trentino senza il Tirolo – 1°

Non c’è storia del Trentino senza il Tirolo – 2°

Non c’è storia del Trentino senza il Tirolo – 3°

Non c’è storia del Trentino senza il Tirolo – 4°

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