Un libro al mese: Non c’è storia del Trentino senza il Tirolo – 4°

Anticamente i reti parlavano una lingua propria e quando i romani sono arrivati, la popolazione delle vallate ha continuato a parlare la sua lingua, mentre il latino, lingua degli occupanti. era quella dei funzionari e dei militari. E‘ difficile immaginare che tutti si siano messi a parlare il latino. Certo, con l’andare del tempo e soprattutto per l’influenza della Chiesa e la diffusione del cristianesimo. si formò a sud il dialetto Trentino e al nord, con l’avanzare del tedesco, un dialetto tedesco.
 Così la lingua reto-latina anticamente parlata, con la espansione delle due lingue, tedesca al nord e italiana al sud si assottigliò sempre più fino a formare una striscia in mezzo, che va dalle Dolomiti fino al romancio della Svizzera. Fra le due lingue italiana e tedesca non vi è mai stato un confine netto e stabile attraverso i secoli. Nella Val d’Adige fra le due città di Trento e Bolzano il confine linguistico è stato sempre fluttuanteÂ
Tra l’ottavo e il tredicesimo secolo, famiglie tedesche vennero verso il sud e formarono delle isole prettamente tedesche, che ancora oggi in parte esistono. Così che verso il 1500, nei villaggi e nei borghi più importanti della Valsugana, di Primiero. della Val di Fiemme, a Folgaria e Lavarone e anche a Trento, vi erano due parroci, uno per l’italiano e uno per il tedesco.
Il diffondersi delle lingue però non ha inciso sul carattere del popolo, sulle sue abitudini, sulla sua mentalità . Come gli svizzeri, anche i tirolesi sono rimasti quelli che erano prima, malgrado il diffondersi delle diverse lingue nel paese, e la lunga vita in comune sempre concorde di questo popolo lo dimostra chiaramenteÂ
La lingua logicamente non è tutto. Vi sono delle cose ben più essenziali che costituiscono la personalità di un popolo e ne plasmano il carattere. Sembra questa una verità  lapalissiana, eppure essa viene spesso sottovalutata persino dalle persone più competenti, secondo le quali un popolo viene giudicato per la lingua che parla e niente altro.
Ma se i tirolesi, sia italiani come i tedeschi, sono sempre andati d’accordo in tanti secoli di storia in comune, ci deve pure essere un motivo fondamentale per il quale si sono sempre sentiti uniti da un legame fraterno. E questo motivo deriva dal fatto che essi avevano in comune l’origine, il carattere e la mentalità . Tre cose , come si vede, ben più importanti che la lingua e ciò viene dimostrato da un altro fatto inequivocabile: mentre i tirolesi italiani sono sempre andati d’accordo coi tirolesi tedeschi, e Dio sa se queste due lingue non siano diverse, essi non si sono mai accordati con gli abitanti vicino ai confini della contea del Tirolo, non hanno mai fatto parte della loro vita politica e sociale, e sì che parlavano la stessa lingua e avrebbero dovuto capirsi meglio!Â
E le frontiere a quei tempi non erano certamente custodite come ora. Vi sono innumerevoli episodi popolari che dimostrano senza dubbio di equivoco quanto accordo vi fosse tra italiani e tedeschi nella regione.
Durante due millenni di storia, non si ricorda mai un episodio di ostilità dei tirolesi italiani verso i tedeschi o viceversa, benché vivessero nella stessa regione. Al contrario, essi furono sempre uniti, sia nelle loro lotte sociali come nelle guerre e nelle rivolte dei contadini come nella lotta di Andreas Hofer per l’indipendenza del paese, mentre lungo la linea di demarcazione della regione coi diversi stati italiani si constata, attraverso le notizie che ci sono pervenute dalle vecchie pergamene, un continuo succedersi di lotte fra villaggi al di qua e al di là del confine.Â
Dalla prefazione di Valentino Chiocchetti:
„Nel 1918, l’Italia giunse fino al Brennero. E qui lo Stato italiano ha commesso un primo errore: ha voluto cambiare nome a una regione che, per destino storico, aveva un compito di legame supernazionale. Tirolo era il nome di una regione, ma fu cacciato dalla finestra e il Tirolo al di qua del Brenenro ebbe il nome di Venezia Tridentina … Lo Stato italiano ha così snaturato per spirito nazionalista, una regione che, come la Svizzera, era collaudata all’incontro dei popoli … Su queste esperienze storiche, in parte analizzate e in parte ancestralmente sentite, si era formato il Movimento ASAR.Â
L’ASAR ha perso la battaglia democratica ed europea, ma i veri vinti non siamo stati noi…Â „






