von mas 16.03.2026 11:00 Uhr

Se ci sentiamo dire „Walsch“ …

… non è certo un’offesa! Al contrario, è il termine „altoatesino“ a non essere accettabile  – Un intervento di Cristian Kollmann

Qualche tempo fa, nel corso di  uno degli interessantissimi seminari online della Süd-Tiroler-Freiheits-Akademie, il dottor Cristian Kollmann, il noto linguista, ha affrontato il tema della nascita e dello sviluppo del dialetto tedesco tirolese.  Nel corso del suo intervento, Kollmann ha accennato anche al termine „WALSCH – WELSCH“definendolo senza dubbio alcuno come „politicamente corretto“. 

A nostra richiesta, ci ha inviato un breve testo da lui redatto per il  Tiroler Merkheft, il diario scolastico edito da Süd-Tiroler Freiheit, che chiarisce appunto la questione. Eccone un conciso riassunto, tradotto per l’appunto in „Walsch“, in lingua italiana.

Il termine dialettale walsch, wallisch o welsch – presente anche nella lingua scritta come welsch – non è un insulto, ma un antico aggettivo tedesco che specialmente in Tirolo assume il significato di „italiano“. Deriva dal medio alto tedesco wälhisch, che significava “italiano”, “francese” o più in generale “romanzo”, e a sua volta dal sostantivo Walh, cioè “italiano”, “francese” o “popolo romanzo”.

Questo termine ha origini ancora più antiche: proviene dal germanico Walhaz, con cui i Germani indicavano inizialmente una tribù celtica vicina, chiamata da sé stessa Wolkai e dai Romani Volcae. Quando questo popolo fu romanizzato, i Germani continuarono a usare lo stesso nome per indicare quei Celti ormai diventati popoli romanzi.

Con il tempo il termine si estese a tutti i popoli romanzi vicini ai Germani, e in Tirolo finì per riferirsi soprattutto ai tirolesi di lingua italiana e anche ladina.

L’antico aggettivo walhisc è rimasto anche in numerosi toponimi, ad esempio Welschnofen, Welschellen, Welschmetz (Mezzolombardo), Welschtirol, contrapposti a nomi come Deutschnofen, Deutschellen, Deutschmetz o Deutschtirol.  Al di fuori dal Tirolo compaiono toponomi simili, per esempio Welschbern (Verona) in opposizione a Deutschbern (Berna), oppure Wallis e Wales.

Nel dialetto tirolese si sono sempre usati i termini walsch, wallisch o welsch, mentre l’aggettivo “italienisch” appartiene alla lingua standard e non al dialetto. Che oggi questo termine venga talvolta percepito come offensivo dipende dal fatto che sempre meno persone conoscono il dialetto nella sua forma autentica e si lasciano convincere che questa parola non sia più politicamente corretta.

Se si parla di correttezza politica, in realtà è piuttosto l’aggettivo “altoatesino a non essere politicamente corretto e quindi a risultare offensivo per i sudtirolesi. Questo termine, insieme alla denominazione “Alto Adige”, fu imposto durante il fascismo, perché non doveva più esistere alcun riferimento al Tirolo. Le parole altoatesino e Alto Adige continuano ancora oggi a svolgere proprio questa funzione imperialista e manipolatoria.

Non dovremmo quindi permettere che si continui a distorcere i fatti storici e linguistici, facendo passare ciò che è giusto per “sbagliato” e ciò che è sbagliato per “giusto”.

In sintesi: nel dialetto tirolese il termine “italienisch – italiano” non è mai esistito. Allo stesso modo, in lingua italiana non esistevano originariamente i termini “altoatesino” o “Alto Adige”. I termini autenticamente tirolesi sono walsch, wallisch e welsch. In lingua italiana, invece, gli abitanti della parte meridionale del Tirolo si chiamano sudtirolesi e il territorio stesso Sudtirolo.

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