Appena dietro l’angolo: Alghero, vietati i cartelli in catalano

La notizia è della polemica è di qualche giorno fa, come riporta „La Nuova Sardegna“. Il Soprintendente, in riferimento all’apertura al pubblico del sito archeologico di Sant’Imbenia, ha inviato una nota all’Azienda speciale Parco di Porto Conte, al Comune di Alghero e, per conoscenza, al segretariato regionale del ministero della Cultura, scrivendo che «per i cartelli informativi si autorizza l’uso della lingua italiana e la traduzione in lingua inglese, ma non della proposta in lingua catalana, in quanto non rientra tra le lingue ufficiali dell’Unione europea per l’interazione con il pubblico, le organizzazioni e gli Stati membri».
Non si è fatta attendere la risposta del sindaco Mario Conoci : «Sono rimasto molto meravigliato, nel leggere la sua lettera con la quale, mentre ammette l’uso della lingua italiana e di quella inglese nella cartellonistica del prestigioso sito archeologico, vieta l’utilizzo della lingua catalana di Alghero: in totale dissonanza col dettato della norma regionale che regola la materia, nel territorio comunale di Alghero non si ammette l’uso della lingua del territorio che, tra l’altro, gode della tutela della legge statale e di quella regionale. In particolare – evidenzia il sindaco – per quanto attiene allo specifico territorio di Alghero, nella legge regionale è stabilito che «la toponomastica e le denominazioni ufficiali in catalano di Alghero sono deliberate dall’amministrazione comunale di Alghero».
Anche la Plataforma per la Llengua si unisce alla protesta: „Sebbene sia vero che il catalano non è una delle lingue ufficiali dell’Unione Europea, non si può negare che la lingua sia principalmente uno strumento di comunicazione e di affermazione della propria identità . Per questo motivo, ad esempio, l’ufficio di rappresentanza del Parlamento Europeo a Barcellona utilizza regolarmente il catalano nella sua comunicazione sul web. Obbligare una intera città a patire dell’esclusione dell’algherese dalla comunicazione ufficiale di un ente come il Parco è una decisione incomprensibile, totalmente ingiusta e offensiva per la comunità catalano parlante di Alghero».






