von mas 18.06.2020 06:45 Uhr

Briciole di Memoria: Storia di una fotografia

Oggi per „Briciole di Memoria“ parla un’immagine e lo fa attraverso le tante voci che animano il gruppo social „Trentini-Tirolesi nella guerra mondiale 1914-1918. Prima, durante e dopo“

La foto originale, sviluppata al contrario

Una fotografia vecchia di un secolo, un reparto di Standschützen in partenza per il fronte, l’angolo di una chiesa.   La foto appartiene a Andrea Marighetti, che definire „appassionato“ di storia bellica è quasi riduttivo, vista la profonda conoscenza della materia, la sua notevole preparazione e  la sua incredibile capacità di analizzare anche i minimi particolari.

E‘ nelle sue mani „da tempo immemore“, dice. Ma questa volta, ad Andrea manca un dettaglio non da poco, che non riesce a individuare: il luogo.  Dove era stata scattata questa fotografia? 

  • La foto capovolta

Detto… fatto! Neanche il tempo di pubblicarla nel gruppo social „Trentini-Tirolesi nella guerra mondiale 1914-1918. Prima, durante e dopo“, che subito parte la ricerca congiunta.  Le montagne innevate non sono facilmente individuabili, e di chiese dai dettagli gotici se ne trovano parecchie lungo l’intero arco del fronte  e nelle immediate retrovie.  Ma le case… l’architettura pare richiamare quella della parte più meridionale della terra tirolese: Val di Non/Sole o Valsugana / Primiero, si azzarda.

E poi, il lampo di genio di un altro Andrea – un nome, una vocazione, verrebbe da dire –  Andrea Lis’ciót Micheli:  capovolge la foto e, armato di santa pazienza, fa passare le immagini delle chiese di mezzo Tirolo. Ed ecco risolto il mistero: la chiesa è quella di Vezzano, la statua nella nicchia in alto è un San Valentino – patrono appunto del paese –  attualmente custodito all’interno.

  • Lo stesso luogo, un secolo dopo

Quindi la foto – all’epoca sviluppata al contrario – rappresenta la piazza di Vezzano, dove sorge la chiesa. Il paese era la sede del Comando del settore Adamello. Gli Standschützen, armati con fucili Mauser Kommission Mod.1888,  stavano facilmente partendo per quel settore.  L’analisi delle uniformi fa pensare al 1917, con grande probabilità questi uomini, questi nostri nonni,  andavano a combattere sulla vedretta di Lares.

Un’immagine che parla quindi, e grazie alle voci di molti, oggi, dopo più di un secolo, riesce a raccontare un altro pezzetto della nostra storia, a far riaffiorare dall’oblio un altro pezzetto di memoria.  Una delle tante „Briciole“,  delle tante piccole storie – individuali e collettive –  che non dobbiamo smettere di raccontare.

 

 

 

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