Memoriale a Castel Dante?

Sul progetto di realizzare il «Memoriale» dedicato ai nostri caduti nella Prima Guerra Mondiale nell’area dell’Ossario di Castel Dante a Rovereto è da tempo calato il silenzio. Giustamente, secondo noi.
AA nostro giudizio, infatti, il luogo scelto non potrebbe essere meno adatto:
All’ombra di un monumento realizzato in epoca fascista e riempito svuotando non solo i piccoli cimiteri militari sparsi sul territorio, ma esumando anche salme che avevano trovato il loro ultimo riposo a casa loro (come Nicolò Sartori di Caderzone, di cui abbiamo già raccontato la vicenda qui su UT24).
Dove, ancora oggi, si travisa la nostra vera storia, mescolando i nostri nonni e bisnonni, caduti con la divisa imperiale (e quale, altrimenti?) e loro malgrado classificati come «redenti», ai soldati dell’esercito italiano, senza distinzione alcuna; proprio come se tutti i tirolesi — di lingua italiana, tedesca e ladina — avessero in blocco tradito la loro Heimat e la loro Vaterland, passando nelle fila dell’aggressore.
Oltretutto all’interno di un’area di pertinenza del Ministero della Difesa e quindi soggetta a tutti gli immaginabili vincoli e limitazioni, a partire dai protocolli per le cerimonie e le commemorazioni.
Ora però la questione pare tornare di attualità: il consigliere provinciale di Campobase, già sindaco di Rovereto, Francesco Valduga, ha presentato un’interrogazione per sapere qual è lo stato di avanzamento del percorso per la collocazione definitiva del Memoriale a
Castel Dante, punto che potrebbe essere discusso già nella seduta del Consiglio Provinciale in calendario questa settimana, a partire da domani.
Ecco il testo:






