von fpm 27.09.2026 18:00 Uhr

Lo schiaffo “tolomeico” (150)

Continua con Flavio Pedrotti Móser l’excursus sull’italianizzazione a sud del Brenner che con il fascismo minava l’identità culturale.

immagine IA, elab grafica Flavio Pedrotti Móser

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.

Planatscher: un repertorio sulla storia dei cognomi ladini registra la corrispondenza: Plan → Planatscher e, più precisamente, Planac → Planatscher. Il termine ladino Planac sarebbe stato trasformato in Planatscher attraverso la germanizzazione del cognome. Questo è un elemento molto importante: Planatscher non sembra essere originariamente un cognome tedesco, ma potrebbe essere un antico cognome ladino. La radice plan è antichissima nell’area ladina e deriva dal latino planus, cioè: piano, spianato, terreno pianeggiante, luogo aperto e relativamente pianeggiante. Planac, dunque, può essere interpretato indicativamente come „luogo piano“, „spiazzo“ o „località pianeggiante“. Planatscher può essere interpretato, in senso originario, come: „colui che proviene da Planac“ oppure „l’uomo del luogo pianeggiante“. Il Tiroler Landesarchiv registra Planatscher tra i cognomi presenti nel Tirolo storico, con attestazioni a Hopfgarten e Innsbruck. Ma il cognome è particolarmente interessante anche per la storia del Südtirol. Una banca dati dell’Università di Innsbruck, basata sui documenti dell’epoca delle Opzioni del 1939, conserva diverse persone con questo cognome. Planatscher è particolarmente interessante dal punto di vista storico-linguistico: conserva nel cognome una traccia della precedente presenza ladina, anche quando la famiglia divenne linguisticamente tedesca. In ogni caso, Tolomei, che ne aveva presumibilmente studiata la redice, lo trasformò in Pianazzi o Pianaccio.

Una fonte di onomastica storica tirolese documenta Planch già nel 1391, accanto a forme più antiche come Planchen (1288), Plancho (1298–1314) e Planche (1312). La stessa ricerca mostra poi l’evoluzione verso Plank, forma molto più comune nei secoli successivi. Ancora più interessante è una pubblicazione dell’Alpenverein, che cita esplicitamente un abitante di Imst documentato intorno al 1300 con il nome „Planch, der Planche “. Il nome compare inoltre nella formazione del nome alpestre Planchenroß. Questo rende molto plausibile un’origine alpino-tirolese medievale del cognome, almeno per alcune famiglie.

Da dove viene la radice Planch? Esistono due possibili filoni etimologici: Planch → Plank / Planke. Nell’area germanica medievale planch/planche/plank apparteneva alla stessa famiglia linguistica di termini indicanti una tavola, asse, palizzata o struttura di legno. Le forme medievali Planch, Planckh, Plank sono infatti documentate in Tirol, Baviera e Austria. Esiste però una seconda tradizione, soprattutto francese e catalana. Il Dictionary of American Family Names, riportato da FamilySearch, interpreta Planch come: soprannome di origine normanna collegato all’antico francese blanche, „bianca“; oppure variante catalana e francese meridionale di Blanc.

Nel Tirolo storico, l’interpretazione più prudente è quella collegata alla famiglia di forme: Planch → Planke/Plank → „asse, tavola, palizzata, passerella“ e quindi potrebbe avere avuto originariamente un significato topografico o professionale. La forma medievale Planch è attestata in Tirol già tra XIII e XIV secolo; quindi, non è corretto considerarla semplicemente una variante moderna di Planck o Plank. Le attestazioni Planchen, Plancho, Planche, Planch mostrano che la radice era già presente nella documentazione medievale tirolese. Tolomei tagliò corto e optò per Bianchi con una variante Palanca… (continua)

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