Bozner Radtag-Bolzanoinbici: anche l’Europa pedala verso la mobilità sostenibile

Il 27 settembre torna Bozner Radtag-Bolzanoinbici: in occasione della 30ª edizione della famosa manifestazione nel capoluogo altoatesino, il traffico motorizzato si fermerà. Uno stand del centro di informazione Europe Direct in Piazza Walther illustrerà quanto anche l’UE abbia contribuito a rafforzare la mobilità ciclistica in Südtirol e nei dintorni. „La mobilità sostenibile è un elemento fondamentale della politica climatica dell’UE. Presso lo stand informativo verrà illustrato quanto si stia investendo nell’ampliamento e nella sicurezza delle piste ciclabili attraverso i programmi UE Interreg Italia-Austria e FESR„, sottolinea l’assessora provinciale all’Europa Magdalena Amhof. Nel solo ambito del programma di cooperazione Interreg Italia-Austria, nei periodi di finanziamento dal 2014 al 2020 e dal 2021 al 2027, sono stati finora finanziati complessivamente 27 progetti legati alla mobilità ciclistica con fondi provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).
„Chi oggi si sposta in bicicletta in Südtirol beneficia in molti modi dei progetti resi possibili dai finanziamenti europei. L’Unione Europea non solo sostiene la realizzazione di piste ciclabili moderne e sicure, ma crea anche collegamenti oltre i confini provinciali e promuove una mobilità sostenibile sia nella vita quotidiana che nel turismo. I numerosi progetti Interreg e FESR dimostrano come la cooperazione europea apporti miglioramenti concreti per la popolazione locale e renda più attraente il passaggio alla bicicletta„, sottolinea l’assessora provinciale all’Europa Magdalena Amhof. Per quanto riguarda il programma Interreg Italia-Austria, l’obiettivo principale è quello di superare gli ostacoli nelle zone di confine. Questo obiettivo viene raggiunto anche con un’infrastruttura ciclabile continua e di alta qualità tra le regioni partner del Programma di cooperazione transfrontaliera, spiega Martha Gärber, direttrice della Ripartizione Europa. Infatti, le iniziative finanziate spaziano dal colmare le lacune delle piste ciclabili al ripristino di percorsi storici, dalla creazione di sistemi transfrontalieri di noleggio di e-bike alla promozione dell’intermodalità.
Un esempio lampante della valorizzazione dei percorsi storici è rappresentato, ad esempio, dall’antica strada romana Claudia Augusta. Grazie ai progetti TR_MOBIL e HEREDITAS, in questa zona non solo sono stati realizzati interventi strutturali a favore della mobilità ciclistica, ma il percorso è stato anche valorizzato dal punto di vista turistico attraverso mostre virtuali. La situazione è simile nella regione del Brenner: in quell’area, le iniziative Biketrail e CLLD Olperer hanno reso accessibili al turismo ciclistico le strutture storiche di confine. Nell’attuale periodo di finanziamento, nell’ambito del progetto ULRICH, vengono realizzate tre piste ciclabili tematiche transfrontaliere tra la Carinzia e il Friuli. Il progetto EMOTIONWay, invece, ha promosso l’intermodalità nell’area alpina.
“Per quanto riguarda invece il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), l’attenzione è rivolta alle piste ciclabili veloci e a quelle per l’uso quotidiano, al fine di dare priorità ai flussi di pendolari nei centri urbani e aumentare la sicurezza stradale”, riferisce Peter Gamper, direttore dell’Ufficio per l’integrazione europea. In questo ambito sono stati realizzati, tra l’altro, progetti quali la pista ciclabile in via Cadorna e via Caserme a Meran, il collegamento ciclabile Algund–Meran (vecchia strada provinciale), il sottopassaggio ciclabile di Pontives in Grödner e l’illuminazione su ampia scala dell’importante collegamento ciclabile di uso quotidiano Kaltern–Eppan–Bozen.
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