von fpm 16.09.2026 13:30 Uhr

Chiesette di montagna (10)

Flavio Pedrotti Móser invita ad escursioni meditative e rilassanti in atmosfere alpestri.

elab gif Flavio Pedrotti Móser

La chiesa dei St. Georg e St. Jakob si trova nei pressi di Oberbozen, sull’altopiano del Ritten, in posizione appartata rispetto all’attuale centro abitato. L’edificio costituisce una delle più antiche testimonianze religiose del territorio e conserva un importante ciclo di affreschi medievali. La chiesa è tradizionalmente ricondotta alla fine del XIII secolo. Un documento del 1289 costituisce una delle prime testimonianze relative al luogo: non si tratta tuttavia di una menzione diretta dell’edificio ecclesiastico, bensì del vicino Gadnerhof, descritto come situato «sotto la chiesa di St. Georg». La formulazione documentaria consente di stabilire che nel 1289 una chiesa dedicata a St. Georg era già esistente. Non è invece possibile determinare con certezza, sulla base di questa sola fonte, la data della sua fondazione. Nel corso del Medioevo l’edificio svolse una funzione religiosa per gli insediamenti rurali della zona di Oberbozen. La sua collocazione va quindi considerata nel contesto della struttura insediativa storica del Ritten, caratterizzata dalla presenza di masi e nuclei abitativi dispersi. L’elemento di maggiore interesse storico-artistico è costituito dagli affreschi dell’abside, generalmente datati intorno al 1300, quindi tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo. La decorazione presenta al centro il Cristo Pantocratore, rappresentato all’interno della mandorla, secondo uno schema iconografico diffuso nell’arte medievale. Intorno alla figura di Cristo sono presenti gli angeli e i simboli dei quattro Evangelisti. Nella fascia inferiore sono raffigurati gli Apostoli, disposti a coppie. Il ciclo riveste particolare interesse per la compresenza di caratteristiche riconducibili alla tradizione romanica e di elementi che anticipano il linguaggio gotico. Le figure sono definite da contorni marcati e da una maggiore attenzione alla caratterizzazione espressiva, mentre la struttura generale della composizione conserva un’impostazione ancora legata alla tradizione precedente. Gli affreschi costituiscono pertanto una testimonianza significativa della pittura medievale nell’area altoatesina e rappresentano uno dei principali motivi per cui la chiesa è considerata di interesse storico-artistico.

La storia della decorazione pittorica è legata anche agli interventi di restauro eseguiti nel 1917. Durante i lavori venne individuato, al di sotto degli affreschi medievali, un ulteriore strato pittorico attribuito al XIV secolo, probabilmente intorno al 1380. Per recuperare la decorazione più antica si procedette alla rimozione dello strato successivo. L’intervento permise di riportare alla luce il ciclo medievale oggi visibile, ma determinò contestualmente la perdita della decorazione trecentesca. L’episodio costituisce un esempio delle problematiche legate ai restauri condotti in epoche nelle quali i criteri di conservazione erano differenti da quelli attuali. Anche la storia della dedicazione presenta alcuni aspetti non completamente chiariti. Le fonti e gli studi non sono sempre concordi nell’individuare la forma originaria della dedicazione. Alcune interpretazioni più antiche hanno attribuito alla chiesa una prevalente dedicazione a St. Jakob, ipotizzando l’aggiunta successiva di St. Georg. Altre testimonianze storiche riportano invece una pluralità di dedicazioni, comprendenti St. Georg, Sant’Erardo, St. Jakob e San Blasius. La documentazione disponibile non consente quindi di ricostruire con assoluta certezza tutte le fasi attraverso le quali si è definita l’attuale titolazione ai St. Georg e St. Jakob.

 

L’edificio attuale conserva alcune strutture riconducibili alla costruzione medievale, in particolare le pareti della navata e l’abside semicircolare. L’aspetto odierno è tuttavia il risultato di trasformazioni avvenute in epoche diverse. Un intervento significativo risale al XVII secolo, quando furono realizzati la volta a botte e nuove aperture finestrate, modificando in parte l’impostazione originaria dell’edificio. La decorazione della volta appartiene a una fase successiva rispetto al ciclo absidale medievale. Vi sono raffigurati St. Jakob, i Santi Blasius ed Erhard e i Santi Georg e Martin. La chiesa presenta quindi una stratificazione storica ben riconoscibile: alla struttura e alla decorazione medievale dell’abside si sovrappongono gli interventi architettonici e decorativi dell’età moderna.

La posizione isolata dell’edificio ha reso la chiesa vulnerabile anche ai furti. Per ragioni di sicurezza, alcuni elementi dell’arredo storico sono stati successivamente trasferiti e conservati altrove. Tra questi figuravano l’altare maggiore, con la pala dipinta da Ulrich Glantschnigg nel 1712, e le stazioni della Via Crucis risalenti al XVIII secolo. Anche le campane sono legate alla storia delle vicende belliche del Novecento. Una delle tre campane storiche, datata 1585, venne requisita durante la Prima guerra mondiale. Un ulteriore elemento documentato riguarda l’organo. Sulla vecchia cantoria era collocato un piccolo organo portativo che nel 1930 venne venduto a Norimberga. Il ricavato della vendita fu destinato al finanziamento del nuovo organo della chiesa di Unterinn.

La storia della chiesa deve essere considerata anche in relazione alla trasformazione sociale e insediativa del Ritten. A partire dall’età moderna, e in particolare tra XVII e XIX secolo, l’altopiano divenne progressivamente una destinazione di soggiorno estivo per le famiglie benestanti di Bolzano. La diffusione della Sommerfrische, la villeggiatura estiva, modificò il ruolo di località come Oberbozen. Nel 1669 venne consacrata la nuova chiesa di Maria Assunta, situata in prossimità del centro di Oberbozen. La presenza di questo nuovo edificio contribuì a spostare il principale riferimento religioso dell’abitato. La chiesa dei St. Georg e St. Jakob rimase in posizione periferica, conservando la propria funzione e il proprio carattere rurale. Non è quindi importante soltanto per la sua antichità. Il suo valore risiede soprattutto nella stratificazione delle testimonianze che conserva.

Il documento del 1289 attesta l’esistenza di un luogo di culto medievale; gli affreschi dell’abside documentano la cultura figurativa dell’area intorno al 1300; gli interventi del XVII secolo testimoniano la trasformazione dell’edificio secondo le esigenze liturgiche dell’età moderna; gli oggetti trasferiti nel corso del Novecento e le vicende delle campane e dell’organo riflettono invece eventi più recenti. La chiesa costituisce pertanto un caso significativo di continuità storica: un edificio di origine medievale che, attraverso modifiche, restauri, perdite e trasferimenti, ha conservato tracce di diverse fasi della storia religiosa, artistica e sociale del Ritten.

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