Sentiero cimbro dell’Immaginario a Lusern – NÃ¥ in tritt von Sambinélo

Tüsele Marüsele, la bambina del bosco. A Lusern le storie non sembrano appartenere soltanto al passato. Camminando nel bosco, tra i prati e i pascoli dell’altopiano, può capitare di incontrare personaggi che sembrano essere rimasti lì ad aspettare da sempre. Sono le figure dell’antico immaginario cimbro, nate dai racconti tramandati di generazione in generazione e oggi scolpite nel legno lungo il Sentiero dell’Immaginario. Tra queste c’è Tüsele Marüsele, una piccola orfanella che, più di ogni altra, sembra appartenere al bosco. Tüsele è povera e vive senza genitori. Gli abitanti di Luserna la aiutano con ciò che possono, ma la bambina non è soltanto una creatura bisognosa di protezione. È sveglia, curiosa e soprattutto intelligente. Quando il pericolo arriva, Tüsele scopre dentro di sé una risorsa che vale più della forza: l’astuzia. La sua è una storia di paura e di fuga, ma anche una storia di coraggio. Una di quelle fiabe nelle quali il più piccolo e apparentemente indifeso riesce, alla fine, ad avere la meglio sul più forte. La storia comincia nel bosco. Un giorno Tüsele si addentra tra gli alberi e arriva alla casa della Cara Nonna, una vecchia selvaggia e malvagia. La bambina, affamata, chiede qualcosa da mangiare. Ma quella che dovrebbe essere una richiesta di aiuto si trasforma presto in una minaccia: la Cara Nonna la rinchiude in casa. Tüsele capisce di essere in pericolo. Non può affrontare la vecchia con la forza e non può semplicemente scappare. Deve pensare. Ed è proprio allora che la sua intelligenza diventa la sua arma. Dice alla Cara Nonna di aver bisogno di uscire per fare un bisognino. La vecchia, dopo molte insistenze, si convince e decide di calarla fuori da una finestrella, legandola a una fune. Ma la Cara Nonna non si accorge dell’inganno.
Una volta fuori, Tüsele si libera dalla fune e, al suo posto, vi lega un pezzo di legno. Poi corre via, inoltrandosi nuovamente nel bosco. Per un istante, nella fiaba, sembra quasi di poter sentire il rumore dei suoi passi tra l’erba e le foglie, mentre dietro di lei la vecchia scopre l’inganno. La Cara Nonna si mette all’inseguimento e cerca la bambina ovunque. Tüsele arriva in un grande prato dove il fieno è stato raccolto in mucchi. È un paesaggio semplice, quello della montagna: erba, fieno, prati aperti. Ma per Tüsele diventa il luogo di una nuova sfida. La vecchia comincia a rovesciare uno dopo l’altro i covoni, convinta che la bambina possa essere nascosta lì. Tüsele osserva e aspetta. Rimane nascosta proprio nel mucchio più piccolo, quello che la Cara Nonna non pensa nemmeno di controllare. Ancora una volta, la bambina ha vinto non grazie alla forza, ma alla capacità di prevedere le mosse della sua inseguitrice. Quando la vecchia, ormai convinta che Tüsele sia riuscita a fuggire, ritorna verso casa, la bambina esce dal suo nascondiglio. E corre ancora. Davanti a lei c’è il fiume. Il fiume e l’ultimo inganno. Sulla riva Tüsele incontra alcune lavandaie. Forse è proprio questo il momento in cui la paura potrebbe avere il sopravvento. La Cara Nonna è ancora alle sue spalle. Ma Tüsele non si arrende.
Con un ultimo colpo di genio trova un nascondiglio insolito: si infila sotto le ampie gonne di una delle lavandaie e rimane immobile. La vecchia domanda alle donne dove sia fuggita la bambina. Le lavandaie le rispondono che Tüsele ha attraversato il fiume con un grande balzo. La Cara Nonna ci crede. E decide di fare lo stesso. È il momento decisivo della storia. La vecchia si lancia per attraversare il fiume, ma non raggiunge l’altra riva. Cade nell’acqua e annega. Tüsele può finalmente uscire dal suo nascondiglio. È libera.
E la fiaba conserva, proprio alla fine, una nota di ironia: la Cara Nonna voleva mangiare la bambina, ma è stata lei stessa a finire nel fiume. Camminando oggi sul Sentiero dell’Immaginario, la storia di Tüsele acquista una dimensione particolare. Prima di incontrarla, il visitatore passa accanto ai tre grandi volti degli antichi cantastorie cimbri. Sono come custodi della memoria, figure che ricordano il tempo in cui le storie vivevano soprattutto nella voce di chi le raccontava.
Poi, lungo il sentiero, appare Tüsele. La bambina e la Cara Nonna sono diventate figure di legno, immerse nel paesaggio. Non sono più soltanto personaggi di una fiaba: sembrano appartenere al luogo stesso. Ed è questa una delle magie del Sentiero dell’Immaginario. Qui il bosco non è semplicemente lo scenario delle leggende. È parte della leggenda. Le sculture lignee, i pannelli e il paesaggio costruiscono così un racconto unico. Il visitatore procede lungo il sentiero come un viaggiatore dentro una fiaba, incontrando di volta in volta personaggi che un tempo vivevano soltanto nei racconti degli abitanti di queste montagne.
Il visitatore non si limita più ad ascoltare la storia: la attraversa. Il Sentiero dell’Immaginario accompagna il viaggiatore dentro un mondo popolato da alcune delle figure più affascinanti della tradizione cimbra di Luserna: Frau Pèrtega, il lupo, il basilisco-drago, l’orso e il Sambinelo. Sono creature diverse, alcune benevole e altre minacciose, che appartengono a un universo nel quale il confine tra il mondo degli uomini e quello fantastico è sottile.
La fiaba di Tüsele conserva anche un piccolo mistero. Nella conclusione tradizionale si lascia intendere che, se non è già morta, Tüsele vive ancora. Tüsele vive nella memoria della comunità , nelle storie tramandate, nelle pubblicazioni dell’Istituto Cimbro e nelle sculture che oggi si incontrano lungo il Sentiero dell’Immaginario. Forse è proprio questo il segreto di Tüsele. Le persone cambiano, le case cambiano, i sentieri cambiano. Ma le storie, quando qualcuno continua a raccontarle, possono restare.
E così, ancora oggi, camminando nei boschi di Lusern, è possibile immaginare una piccola bambina che corre tra l’erba alta, si nasconde nel fieno e attraversa il bosco con il cuore in gola. Una bambina povera e sola, apparentemente fragile, che riesce a salvarsi grazie alla sua intelligenza. Una bambina che, come accade nelle fiabe più antiche, sembra essersi nascosta da qualche parte tra queste montagne. E forse Tüsele vive ancora.






