Casotto e la Madonna di Loreto

È tornato all’antico splendore e alla devozione della comunità il capitello mariano di Casotto Alto, a Pedemonte. L’edicola votiva è una delle testimonianze sacre più antiche del territorio: la sua erezione risale a ben prima del 1748, anno di costruzione della chiesa parrocchiale intitolata a San Giovanni Nepomuceno, testimone del profondo legame storico e culturale con il Tirolo, di cui sia Casotto che Pedemonte hanno fatto ininterrottamente parte fino all’annessioneal Regno d’Italia e al distacco forzato operato durante il ventennio fascista, quando furono aggregati alla provincia di Vicenza.
Collocato nel cuore della contrada lungo la direttrice dei pellegrinaggi mariani che univano Montagnaga di Piné a Monte Berico, il manufatto in pietre locali e calce custodiva un segreto artistico inaspettato. I lavori di recupero hanno comportato la rimozione di grossolane ridipinture moderne e la messa in sicurezza degli intonaci originari, facendo riaffiorare l’immagine della Madonna di Loreto.
L’affesco tornato alla luce mostra la Vergine con il Bambino dai volti scuri — secondo la tradizione lauretana legata al fumo dei ceri — avvolta in un manto bianco ricamato a motivi floreali e sorretta da una nube, affiancata dalla raffigurazione della Santa Casa di Nazareth traslata in volo dagli angeli. Il complesso decorativo dell’edicola, completato da due angeli laterali e da una Crocifissione con la Maddalena dolente dipinti da mani diverse, riafferma così la ricchezza della religiosità popolare di una terra ricca di storia.






