von fpm 19.07.2026 18:00 Uhr

Lo schiaffo “tolomeico” (140)

Continua con Flavio Pedrotti Móser l’excursus sull’italianizzazione a sud del Brenner che con il fascismo minava l’identità culturale.

elab grafica Flavio Pedrotti Móser

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.

Il cognome Patscheider è uno dei cognomi storici più caratteristici della Obervinschgau. Il suffisso -scheider (o -scheid) deriva dal tedesco medievale Scheid, che significa: confine; spartiacque; luogo di separazione tra due territori o due proprietà. Il significato più attendibile è: „persona proveniente dal maso o dal luogo chiamato Patscheid“ oppure „abitante del confine (Scheid) di Pats. Le ricerche disponibili fanno risalire il capostipite documentato a Clauß Patscheidt, nato intorno al 1497 a Langtaufers, nell’attuale comune di Graun im Vinschgau. Il cognome è stato studiato anche dallo storico e genealogista Richard Patscheider, che ha dedicato un’opera alle origini delle famiglie. Ma il noioso Tolomei l’ha liquidato con Pezzei prendendolo dal latino “picetum” …Patzleiner, concentrato soprattutto nella Pustertal ma presente anche in Innichen e a Winnebach; ha il significato più probabile in „persona proveniente dal maso o dall’insediamento chiamato Patzl(ein)“ oppure „discendente della famiglia Patzl“.  Una banale italianizzazione in Pezzolini

Payr è uno dei cognomi storici dell’area tirolese ed è strettamente legato alla lingua bavarese parlata in Tirol e in Südtirol. È considerato una variante antica di Payer e, più indirettamente, di Bayer. Tra il XII e il XIV secolo molti coloni bavaresi si stabilirono nel Tirol e nelle valli sudtirolesi. Chi proveniva dalla Baviera poteva essere chiamato semplicemente „der Payr“, cioè „il Bavarese“. Con il tempo questo soprannome etnico divenne un cognome ereditario. E così Tolomei adotta Bavaresi o Bavari.

Pechlaner, cognome tipico del Tirolo storico e oggi concentrato soprattutto in Südtirol, con particolare frequenza sull’altopiano del Ritten e nelle aree circostanti Bozen. Le ricostruzioni genealogiche mostrano infatti una forte concentrazione storica del cognome a Lengmoos, Oberinn, Unterinn e Lengstein. Pechlaner significherebbe „uomo proveniente da Pöchlarn“, l’antica città sul Danubio in Bassa Austria. In quest’ottica il cognome sarebbe nato per identificare una persona emigrata da quella località verso il Tirolo. Eppure, Tolomei scelse a scelta: Dall’Aquila, Agolini, Pegolari o Largari… roba da matti… (continua)

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