von fpm 11.05.2026 13:00 Uhr

Dialogo sul tema „Der Brenner (1910-1954): una storia eccentrica

Il numero di Archivio Trentino, rivista di studi semestrale curata dall’Associazione Museo storico in Trento, uscito alla fine del 2025, ospita tra i vari contributi un ampio saggio di Massimo Libardi dal titolo: «Der Brenner (1910-1954): una storia eccentrica».

(foto locandina) elab gif Flavio Pedrotti Móser

L’incontro verterà dunque sulle vicende della rivista di arte e cultura fondata nel 1910 dai tre intellettuali austriaci Ludwig von Ficker, Carl Dallago e Max von Esterle e divenuta, ben presto, in forza anche dei numerosi e rappresentativi collaboratori, punto di riferimento nell’ambito della letteratura d’avanguardia. Carattere distintivo della rivista Der Brenner, come sottolineato da Massimo Libardi, fu quello di essere stata «l’unica rivista culturale ad aver attraversato l’intera temperie della prima metà del Novecento, vivendo la Grande Guerra, la scomparsa della Duplice Monarchia, il nazismo, la Seconda guerra mondiale e gli anni del primo dopoguerra». Der Brenner fu una rivista di arte e cultura che, fondata dall’intellettuale austriaco Ludwig von Ficker nel 1910, divenne presto ben nota in tutto il mondo di lingua tedesca come un punto di riferimento per la letteratura d’avanguardia. La rivista continuò a uscire presso l’editore Brenner-Verlag di Innsbruck fino al 1954. Il nome Brenner deriva da brennen, bruciare: richiama il confine che separa nord e sud ma evoca anche ciò che brucia, che è ardente, che non si adegua alla mediocrità. Il fuoco del “Brenner” richiama anche il chiarore della “Fackel” fondata dallo scrittore e giornalista austriaco Karl Kraus. Dal 1899 Kraus utilizzò le colonne della «Die Fackel» per lanciare appassionate invettive contro l’assopimento della coscienza sociale e civile, il conformismo nella cultura, l’asservimento della stampa e degli intellettuali al potere, la crisi dei sistemi democratici. Fin dall’inizio «Der Brenner» ricalcò questo spirito, ricordando anche nel titolo non solo non l’omonimo valico tirolese ma anche lo stesso «ardore» di quel fuoco che animava la rivista viennese.

Se in un primo tempo gli autori che scrivevano per la testata erano, almeno in larga maggioranza, tirolesi (tra i più rilevanti Carl Dallago, Max von Esterle, Karl Röck e Arthur von Wallpach), ben presto sulle sue pagine comparirono le firme di autori provenienti da tutto il mondo germanofono (come Theodor Haecker, Karl Borromäus Heinrich e Else Lasker-Schüler). Kraus definì Der Brenner «l’unica rivista onesta dell’Austria e della Germania» («[die] einzige ehrliche Revue Österreichs und Deutschlands»). Durante la prima fase della vita della rivista, coincidente con gli anni anteriori allo scoppio della Prima guerra mondiale, scrisse per Der Brenner anche Georg Trakl, considerato «la più importante scoperta letteraria di Ficker». In questo periodo il bisettimanale diretto da Ficker era apprezzato per il suo impegno critico ed era all’avanguardia per la sua vicinanza alla poetica espressionista.

Nel 1919 Ludwig Wittgenstein, che prima della guerra aveva elargito una sostanziosa donazione a Ficker per favorire il suo lavoro editoriale, gli si rivolse per proporgli di pubblicare su Der Brenner il suo Tractatus logico-philosophicus. Ficker, tuttavia, ritenendo che tale testo potesse tradursi in un passivo dal punto di vista economico, rifiutò. Una seconda fase dell’attività editoriale di Der Brenner corrispose agli anni successivi alla Grande Guerra, quando, soprattutto dopo il 1926, esso si avvicinò molto a posizioni cristiane e cominciò a occuparsi in dettaglio di questioni teologiche più che letterarie, con autori come Ferdinand Ebner, il già citato Theodor Haecker e John Henry Kardinal Newman. Dopo la Seconda guerra mondiale la rivista si rivolse ai temi escatologici, trattandoli in chiave sia saggistica che lirica. Nell’ultima fase della sua esistenza il periodico aveva assunto la cadenza annuale.

Martedì 12 maggio alla Biblioteca della Fondazione, Via Torre d’Augusto, Trento alle ore 17.30

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