von fpm 28.04.2026 18:00 Uhr

Dame damént (15)

Dialetto, sfumature e tonalità espressive danno alla parola contenuto ed espressività talvolta stimolanti e istigati a quelle scambievolezze che la parlata popolare fornisce…

Cruciverba Flavio Pedrotti Móser

I dialetti hanno sempre opposto resistenza all’affermazione della lingua unica e in moltissimi casi restano preferibili alla lingua ufficiale soprattutto nei contesti di scambio domestico e popolare, quelli cioè meno formali, più familiari, caratterizzati da più emozioni, da maggiori coloriture espressive, agganciati maggiormente alla realtà di vita locale. Vale la pena esplorare il pianeta dialettale e i suoi satelliti, riscoprire parole dimenticate, ormai poco usate o conservate nella sfera familiare… alla scoperta di un’identità che rischia di essere mutata perdendone la sostanza…  Le parole talvolta riaffiorano nei ricordi… e sono proprio loro, i flashback, la Heimat che spesso li riporta a galla e pensandoci bene, i pensieri, soprattutto le rievocazioni del passato, mentalmente si rivelano sempre nella parlata familiare… parole che talvolta sembrano scomparse o usate poco… Vale la pena riscoprire parole dimenticate, ormai poco usate o conservate nella sfera familiare… alla scoperta di un’identità che rischia di essere mutata perdendone la sostanza…  Immaginiamo per un attimo di essere in un luogo che ci è caro… guardiamoci intorno… dove siamo… cosa vediamo…

Si era lasciato il tónco del pontesèl sul fuoco a cuocere lentamente… Aggiungo legna al fuoco e mentre aspetto guardo dalla finestra… Gli uccellini sembrano fischiettare, volteggiano nel cielo disturbati dalle campane che suonano e che coprono anche il canto delle cicale. Avéven laβà él tónco del pontesèl sul fòc a còser adasi. Stizzo e ‘ntant che spèto torno a vardar fòr dala finestra… I oseléti par che i zìfola, i sgóla ‘ntel zél desturbadi dale ciòche che sdindòna e che le squerze anca ‘l cant dele cigaie… A vedere il bosco con i colori sparpagliati, le foglie che si muovono piano piano, il rumore del ruscello…  mi verrebbe la voglia di lasciare tutto e camminare nella boscaglia e smuovere con i piedi il fogliame del sottobosco. A vardàr fòr él bósch coi só colori scarmenadi, le foie che le se mòve pian pianèl, el rumor de l’acqua del rif… mé vigneria voia de molàr tut e nar su a caminar n’del bósch e sfodegàr coi pèi n’de ’l farlèt. Ma lo stomaco borboglia, ho una sete da arsura… taglio una fettina di salame per placare la fame e apro una bottiglia di vinello, lasciato al fresco sotto il lavandino, sperando non si sia inacidito, e me ne bevo un bricco…

Ma bróntola le budèle… e bruso dala sé… taio zó na slinza de luganega e fago polsar la fam…daverzo na bòza de vinel, laβà al frésc én moia βóto ‘l seciàr, sperando che no l’abia ciapà d’asè e me fago na càndola.

Beh… non c’è tanto da dire… ci sono momenti che se ti assalgono le paturnie, per farle passare basta starsene con le gambe distese sotto la tavola e sedere comodamente, ad essere sinceri, è una gran fortuna. Énsoma, no ghè tant da dir, ghè dé quei momenti dé malcontent che per fartela paβar basta star cói pèi βót ala tàola, e, se deve dirlo, a eβer s’cèt, l’è propi da sbozà. (continua)

Jetzt
,
oder
oder mit versenden.

Es gibt neue Nachrichten auf der Startseite