von fpm 19.04.2026 18:00 Uhr

Lo schiaffo “tolomeico” (127)

Continua con Flavio Pedrotti Móser l’excursus sull’italianizzazione a sud del Brenner che con il fascismo minava l’identità culturale.

elab grafica Flavio Pedrotti Móser

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.

Niederbacher è composto da due elementi: “nieder” = “basso”, “inferiore” e “Bach” = “ruscello” (con il suffisso “-er” che indica appartenenza o provenienza). Il significato complessivo è quindi “colui che vive presso il ruscello in basso” oppure “abitante della zona bassa vicino a un ruscello”. Si tratta di un cognome toponimico, cioè derivato da un luogo o da una caratteristica geografica. In origine veniva assegnato a persone che abitavano in una parte “bassa” di un villaggio o di una valle attraversata da un corso d’acqua, per distinguerle da chi viveva più in alto (ad esempio “Oberbacher”, da ober = “alto”). Fin troppo facile quindi trasformarlo in Dalrio… Il cognome Niederbrunner ha anch’esso origine germanica ed è tipico delle aree alpine di lingua tedesca (Südtirol, Austria, Baviera). È formato da: “nieder” = “basso”, “inferiore” e “Brunn” / “Brunnen” = “fonte”, “pozzo”, “sorgente”. Il significato complessivo è quindi “abitante della zona bassa presso una sorgente/pozzo” oppure “colui che proviene dal ‘Brunnen inferiore’”. Anche questo è un cognome toponimico, legato a un luogo preciso o a una caratteristica geografica. Spesso derivava dal nome di un maso, di una località o di una parte del paese (ad esempio una zona più bassa rispetto a un “Oberbrunn” o simili). In sintesi, Niederbrunner indicava originariamente una persona che viveva o proveniva da un insediamento situato nella parte bassa vicino a una sorgente d’acqua. E come te lo trasforma il “nostro”? A scelta: Fontebassa, Fontanari o Fontana. Non merita neanche un commento.

Sulla stessa linea Niederegger composto da: “nieder” = “basso”, “inferiore” e “Egg / Egge / Eck” (da cui Egger) = “spigolo”, “cresta”, “pendio”, oppure un terreno sopraelevato/ai margini. Il significato complessivo è quindi “persona che vive nella parte bassa del pendio/cresta” oppure “abitante del luogo chiamato ‘Niederegg’ (zona bassa presso un rilievo)”.

In sintesi, Niederegger indicava originariamente una famiglia stanziata in una zona inferiore ai margini di un rilievo o di un pendio. Sottocosta o Costabassa per l’italico alchimista…  (continua)

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