I prodotti trentini nelle filiere turistiche

La mozione punta al rilancio del Marchio Qualità Trentino (QT) attraverso Trentino Marketing, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza tra operatori e consumatori, ampliare la gamma dei prodotti certificati e favorire collaborazioni tra agricoltura, turismo e distribuzione. Parallelamente, si promuove una maggiore integrazione tra comparto turistico, agroalimentare e zootecnico per rafforzare la promozione dei prodotti locali, migliorandone il posizionamento nelle filiere turistiche e spingendo, anche a livello europeo, per una maggiore trasparenza in etichetta sull’origine delle materie prime.
Parere positivo è stato espresso dall’assessora Zanotelli, perché la mozione rafforza un percorso avviato da tempo da parte della Giunta e ha ricordato che la promozione dei prodotti alimentari, affidato a Trentino Marketing, è uno dei cavalli di battaglia dell’esecutivo. A partire dal fatto che gli agriturismo della nostra provincia offrono il 100% dei prodotti di produzione locale. Infine, Zanotelli ha ricordato lo sforzo dell’assessorato per il rilancio del settore zootecnico.
Nel corso del dibattito, Vanessa Masè (La Civica) ha pienamente condiviso la mozione che ha definito di profonda attualità e che va nel verso delle richieste (su tutti lo stimolo a consumare trentino) del mondo della zootecnia emerse nelle recenti audizioni in commissione. Anche Roberto Stanchina (Campobase) ha condiviso la proposta di Brunet che, anche a suo parere, si inserisce nelle risposte alle richieste emerse nella audizione in commissione, promossa dallo stesso Stanchina, del mondo zootecnico. Ma, ha aggiunto che il problema del prodotto trentino non si risolve con gli appelli al consumo da parte dei trentini. Gli esercenti trentini purtroppo offrono ancora troppi prodotti provenienti da fuori, basti pensare il prosecco, al posto di quelli, spesso migliori e più genuini, trentini. Inoltre, il consigliere di Campobase, ha auspicato una riforma della promozione. Sul marchio qualità trentino, che ha 15 anni, ha ricordato che non ci si può limitare ad un adesivo sulla vetrina perché è un impegno serio a favore della produzione locale.
Michela Calzà (Pd) ha ricordato che sul settore lattiero caseario serve una programmazione a lungo termine e con un approccio sinergico, in particolar modo con il turismo, per promuovere il valore del prodotto, soprattutto di fronte alla crisi dei marchi di qualità . Per Lucia Coppola (Avs) ha ricordato la crisi del mercato del latte che è stata definita, in una lettera di Latte Trento ai soci, di proporzioni mai viste e che quindi si sarebbe dovuti arrivare ad ridurre le mucche da latte. Un problema anche morale, ha ricordato Coppola, sul quale peraltro nelle audizioni in Terza commissione si sono avute rassicurazioni. Ma oggi, anche a fronte alle divisioni nel mondo della cooperazione, il peso della crisi, a fronte di un lungo periodo di silenzio della Giunta, pesa tutta sugli allevatori e sui loro animali con un danno al patrimonio, anche identitario, del Trentino.
In replica, Antonella Brunet, ha ricordato che questa mozione vuole essere un grande stimolo per gli operatori turistici e un appello all’unione che fa la forza. Riprendendo i passaggi dell’intervento di Giulia Zanotelli, ha evidenziato che la Giunta ha investito 10 milioni per il rinnovamento delle malghe e, molto importante, ha avviato corsi per i giovani che vogliono impegnarsi nella zootecnia. Infine, la consigliera ha proposto un’audizione in commissione per capire quale lavoro viene svolto da Trentino Marketing sulla promozione.






