von mas 01.12.2025 11:00 Uhr

Montura e Storia … giuste!

Storia negata, epigrafi falsate, pochissime  contestualizzazioni: è quanto si nota andando a visitare i monumenti ai Caduti della Prima Guerra mondiale che costellano i nostri paesi.  Un’inziativa congiunta della Federazione Schützen del Welschtirol e del Südtiroler Heimatbund ha dato il primo impulso per quella che potrebbe diventare un’azione generale di contestualizzazione: sarebbe ora e tempo.

Foto SK Kalisberg

Ne abbiamo scritto davvero tanto nel corso delle ultime settimane: la nostra rubrica „Briciole di Memoria“ ha raccontato ai lettori di UT24 delle tante storture che ancora oggi ci si trova a leggere sui monumenti che ricordano i nostri nonni e bisnonni caduti nella Prima Guerra Mondiale vestendo la montura austriaca. Che poi, quale divisa avrebbero dovuto indossare, visto che erano cittadini austriaci, sudditi dell’Impero fedeli alla loro Vaterland, al loro Imperatore ed alla loro Heimat?  

Abbiamo scritto anche dell’iniziativa congiunta della Federazione Schützen del Welschtirol e del Südtiroler Heimatbund, che insieme hanno realizzato alcune targhe di contestualizzazione, da porre ai piedi dei monumenti, insieme alla tradizionale corona di rami d’abete, in occasione delle cerimonie in ricordo appunto dei Caduti, quelle che solitamente si tengono tra ottobre e novembre (qui il link all’articolo 25 TARGHE PER RACCONTARE LA VERA STORIA)

Ecco allora quest’o ggi una carellata delle  immagini che ci sono pervenute, e che raccontano  alcune delle commemorazioni.

  • SK Sulzeberg Val de Sol
  • SK Pergine Caldonazzo
  • SK Kalisberg, Königsberg e Strigno

Come abbiamo già scritto, ci auspichiamo che questa iniziativa di Heimatbund e Federazione Schützen rappresenti solo il primo passo di quella sarebbe giusto diventasse un’azione globale  sull’intero territorio provinciale. Un’azione in primis di ricognizione, censimento e catalogazione; che coinvolga le amministrazioni comunali, provinciale e gli uffici preposti ai beni culturali; che sfoci in una pubblicazione aggiornata e magari in un’esposizione. Ma che soprattutto porti alla storicizzazione e contestualizzazione di tutte le epigrafi „falsate“ ancora esistenti.

E‘ un dovere verso la nostra vera Storia e verso la memoria degli oltre 13000 nostri nonni e bisnonni morti nella Prima Guerra Mondiale, soldati caduti combattendo per difendere la Vaterland austriaca e la Heimat tirolese, indossando la „montura giusta“, ovvero la divisa dell’ersercito imperiale.

Le epigrafi falsate

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