25 targhe per raccontare la vera Storia

Una serie di articoli...
Per la rubrica Briciole di Memoria, da qualche settimana qui su UT24 stiamo presentando alcuni dei monumenti che ricordano i nostri soldati caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Si tratta di quelli eretti seguendo le disposizioni vigenti dopo la „redenzione“, con le epigrafi che rispecchiano lo spirito dell’epoca e spesso non ancora contestualizzate.
Tutto è cominicato quando, quasi per caso, ci siamo imbattuti nel monumento a ricordo dei caduti di Dro e Ceniga, dove si legge che i nostri nonni e bisnonni furono „vittime del secolare oppressore„; abbiamo poi coinvolto alcuni nostri lettori (Marcello Delucca e Sara Tovazzi in primis, ma anche Paola Binelli, Marco Tessaro e Manuel Pezzi) che ci hanno inviato le fotografie di altri cippi, lapidi ed epigrafi.
E forse un pochino anche grazie agli articoli di UT24, che hanno richiamato l’attenzione sulla questione, è nata l’iniziativa congiunta del Südtiroler Heimatbund e della Federazione Schützen del Welschtirol.
... e un'iniziativa congiunta
Nei giorni scorsi il Südtiroler Heimatbund ha fatto preparare venticinque targhe „di contestualizzazione“. Per la scritta, è stato preso esempio e spunto dalla lapide posata ai piedi del Monumento ai Caduti di Pinzolo a cura dell’Amministrazione Comunale in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, su impulso del compianto consigliere Luciano Binelli, storico autonomista rendenero. Le targhe in alluminio, stampate da Effekt!, sono state messe a disposizione della Federazione e quindi delle Schützenkompanien del Welschtirol.
Saranno collocate ai piedi dei monumenti ai caduti insieme alle tradizionali corone d’abete, in occasione delle cerimonie di commemorazione che, come tutti gli anni, si tengono fra ottobre e novembre.
Memoria e verità storica
La prima cerimonia con posa della „targa di contestualizzazione“ si è svolta domenica a Civezzano, a cura della Schützenkompanie Kalisberg. Dopo l’intervento delle autorità comunali e del Capitano della Compagnia, ha preso la parola Marcello Delucca, Schütze e componente del Südtiroler Heimatbund, che ha illustrato l’iniziativa di cui è stato uno dei promotori: „La memoria e la verità storica devono essere portate alla luce, anche per le giovani generazioni – ha dichiarato Delucca – Molti monumenti presentano le iscrizioni fasciste, che hanno tentato di cancellare la nostra storia. In qualche caso, i nomi dei caduti non sono più leggibili, mentre le scritte del periodo fascista sono state rinnovate.“
„Come Schützen ci impegnamo nella cura e nel restauro delle lapidi e dei cippi – ha concluso Delucca – in collaborazione con le amministrazioni comunali, con spirito di pace e di verità .“
Un primo passo
Le targhe sono state realizzate in alluminio per essere collocate „provvisoriamente“ presso alcuni dei quasi 300 monumenti, cippi e lapidi realizzati fra il 1919 e il 1940 e ancora oggi presenti per lo più nei cimiteri sul territorio dell’attuale provincia di Trento. La maggior parte delle epigrafi non è mai stata storicizzata.
Questa iniziativa di Heimatbund e Federazione Schützen rappresenta il primo passo di quella che si auspica possa diventare un’azione globale che investa l’intero territorio provinciale. Un’azione in primis di ricognizione, censimento e catalogazione; che coinvolga le amministrazioni comunali, provinciale e gli uffici preposti ai beni culturali; che sfoci in una pubblicazione aggiornata e magari in un’esposizione.  Ma che soprattutto porti alla storicizzazione e contestualizzazione di tutte le epigrafi „falsate“ ancora esistenti.
E‘ un dovere verso la nostra vera Storia e verso la memoria degli oltre 13000 nostri nonni e bisnonni morti nella Prima Guerra Mondiale, soldati caduti combattendo per difendere la Vaterland austriaca e la Heimat tirolese, indossando la „montura giusta“, ovvero la divisa dell’ersercito imperiale.
Le epigrafi "falsate"
Ecco i link agli articoli di Briciole di Memoria apparsi finora su UT24:
E non abbiamo ancora finito: seguiteci nelle prossime settimane!






