von mas 08.10.2020 06:45 Uhr

Briciole di Memoria: Cento anni di ingiustizia…

Cento anni di ingiustizia non cancellano un diritto: ricordando il 1920 e l’annessione del Tirolo Meridionale al Regno d’Italia, alcuni interventi al parlamento italiano di Eduard Reut Nicolussi ma anche di Wilfan e Degasperi – 1° parte

Nella primavera del 1921, viene eletto il  parlamento italiano: al voto partecipano per la prima volta le „nuove Terre Redente“. Fra gli eletti (con oltre 36000 preferenze su 41000 votanti) per il Deutscher Verband ci sono Reuth Nikolussi (che si registra così per sottolineare la sua identità austriaca), De Walher, Tinzl e Toggemburg. Da Trento vengono eletti a Roma Degasperi, Carbonari, Grandi e Romani del Partito Popolare, oltre a Groff e Flor del partito socialista.  Per la prima volta entrano in parlamento anche i fascisti di Mussolini con 35 deputati.

Nella prima seduta parlamentare del giugno 1921, sotto accusa è la politica troppo morbida del governo Giolitti contro le minoranze tedesche e slovene.  Parla Mussolini che attacca Giolitti, rimproverandolo di aver regalato agli sloveni il collegio di Gorizia e quattro deputati ai tedeschi, rivendicando la paternità della „bomba fascista giustamente collocata allo scopo di rappresaglia“ il 24 aprile a Bolzano, simultanea a una manifestazione in Nordtirol per la perdita del Sudtirolo, e a Bolzano per commemorare i caduti in divisa austriaca.

Mussolini rivendica „lo sfasciamento di ogni forma anche esteriore che ricordi la monarchia austro-ungarica, lo scioglimento del Deutscher Verband, la provincia unica tridentina con sede a Trento. La violenza – conclude Mussolini – non è per noi un sistema, non è un estetismo, e meno ancora uno sport, è una dura necessità“.

Un altro attacco violentissimo viene dal fascista Giunta contro i deputati „stranieri“: Giunta inveisce in particolare contro il capitano dei Kaiserjäger Nicolussi, attacca violentemente il Deutscher Verband con citando presunte dichiarazioni evidentemente false e infine si scaglia contro le minoranze slave.

A Giunta risponde prima l‚onorevole Wilfan – leader delle minoranze slovene – che accusa Giunta di aver messo al primo punto del suo programma elettorale l’incendio del Narodni Dom, aggiungendo che „con le mazze, con i randelli, con le revolverate e gli incendi non si serve l’Italia“

  • Foto: Südtiroler Heimatbund

Quindi prende la parola Reut Nicolussi che respinge tutte le accuse, dicendo che le frasi citate da Giunta sono state deformate, ma che poi passa coraggiosamente all’attacco affermando che vanno interpretate come una reazione al 24 aprile „in cui una spedizione fascista è venuta a Bolzano e si è lanciata contro un corteo pacifico, con il risultato di una cinquantina di feriti e la morte di un maestro assassinato non in lotta con i fascisti ma quandosi trovava fuggendo per proteggere e portare in salvo due fanciulli.  Onorevoli colleghi, a noi deputati tedeschi è impossibile rispondere ai discorsi fatti in nostro riguardo coi medesimi accenti, impossibile perchè la nostra indole non ce lo consente. Noi siamo qui quattro – conclude Nicolussi mentre Giunta tenta di interromperlo – e i rappresentanti del popolo italiano sono 527. Come possiamo noi metterci in gara? Faccio appello a lor signor combattenti, a loro che hanno portato le armi con onore, faccio appello al loro sentimento cavalleresco. Noi quattro tedeschi non possiamo difenderci  perchè è impossibile qui esporre il nostro punto di vista. Dunque allora trattateci con generosità“

Dopo Nicolussi, interviene con il suo primo discorso al parlamento italiano  Alcide Degasperi che ricorda il suo passato di rappresentante della minoranza italiana nel parlamento austriaco e che, pur prendendo le distanze dal progetto di autonomia integrale dei sudtirolesi, rivendica „la ricostituzione delle autonomie locali“, un vero e proprio programma autonomista per tutta la „Venezia Tridentina“ e tutte le componenti linguistiche, salvaguardando l’efficienza dell’amministrazione austriaca in campo sociale, o il sistema di formazione e di apprendistato, o nei servizi come le poste, le ferrovie eccetera.

Molto più drammatica sarà la seduta del 17 novembre 1922, dove prenderanno ancora la parola Wilfan e soprattutto Reut Nicolussi.   I due onorevoli verranno attaccati ancora dal fascista Giunta e abbandonati  in un netto distinguo („la tendenza doverosa di ogni italiano delle nuove province“) da Degasperi.  Ma di questo scriveremo nei dettagli la prossima settimana.

 

Dagli Atti del Convegno „Eduard Reut Nicolussi, difensore dei Sudtirolesi – Verteidiger der Südtiroler“ – Luserna/Lusern, 10 luglio 1998

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