von mas 07.11.2026 18:30 Uhr

Un libro al mese: Argà – 1° parte

Dopo „: La Pèca del Diavolo“, ecco il secondo libro di Wild Tors (pseudonimo dietro al quale „si nasconde“ Renzo Franceschinel). Con „rgà, Un uomo, una valle, una verità da attraversare“,   Wild Tors torna a camminare a ad ascoltare le voci del bosco e dell’acqua, e accompagna il lettore sui passi di un vero e prorprio viaggio iniziatico.  Oggi la prima parte: «Cerchi Argà… ma conosci davvero il tuo cuore? Sei disposto a guardarti dentro?  (…)  La prima prova è il ricordo. Guarda ciò che eri, e chiediti chi sei diventato.»

dettaglio della copertina - Elaborazione UT24

Prologo – Il richiamo delle sorgenti

Nelle valli silenziose di Primiero, tra boschi che sussurrano antiche leggende e rocce che sembrano conservare il segreto dei secoli, camminava un uomo di nome Wild.  Mentre gli uomini del villaggio lavoravano la terra o conducevano il bestiame tra i pascoli, lui vagava. Cercava. Ma cosa, non lo sapeva nemmeno lui. Sentiva un vuoto dentro di sé, un desiderio che non trovava nome, eppure lo spingeva avanti, come una voce che lo chiamava dal profondo della montagna.

Fu proprio in uno di quei giorni di erranza che Wild la vide.

Sul margine di un ruscello nascosto, dove il muschio cresceva morbido come velluto e l’acqua rifletteva il cielo, stava Argà. Piegata sulle ginocchia, i lunghi capelli biondi sciolti come raggi di sole intorno al viso. Indossava una veste bianca, semplice ma luminosa, che sembrava fatta di luce più che di tessuto.

«Chi sei?» chiese Wild, incapace di distogliere lo sguardo.
Argà alzò il viso e sorrise, un sorriso che racchiudeva tutti i segreti della terra e del cielo.  «Sono ciò che cerchi.»

Capitolo I – La Sorgente Tavarot

Il primo chiarore dell’alba illuminava le vette aguzze delle Pale di San Martino, tingendole di un arancione vivo. Il vento portava con sé l’odore del bosco, umido e pungente, mentre Wild avanzava sul sentiero stretto e scosceso che serpeggiava verso la sorgente Tavarot.    Il richiamo di Argà, le sue parole enigmatiche, erano ancora impresse nella sua mente: «Segui il cammino delle sorgenti.»

Non era un luogo sconosciuto.  Wild ne conosceva già i segreti, perché un tempo, durante il suo cammino verso la Pèca del Diavolo, aveva scoperto le incisioni celate tra le rocce della sorgente del Tavarot.  Da quel giorno il richiamo della sorgente del Tavarot non lo aveva più lasciato. Ora era tornato, deciso a non fuggire più davanti a quella voce che saliva dall’acqua.

Quando si chinò per sfiorare l’acqua, accadde qualcosa di inspiegabile: «Perché sei qui, viandante?»
«Sto cercando Argà», rispose, con un sussurro incerto.
«Cerchi Argà… ma conosci davvero il tuo cuore? Sei disposto a guardarti dentro?  (…)  La prima prova è il ricordo. Guarda ciò che eri, e chiediti chi sei diventato.»

Wild cadde in ginocchio, il respiro spezzato dall’intensità di quella visione. Non ricordava di aver mai pianto per la perdita di suo padre, ma ora le lacrime scorrevano copiose. Non era solo dolore: era nostalgia per quella parte di sé che sembrava svanita.   Non sono più quel bambino», sussurrò. «Ho perso la fiducia. Ho perso la speranza.»

«La speranza non si perde, Wild. Si nasconde. Devi ritrovarla, perché solo chi spera può amare davvero. Conserva questo frammento di ciò che eri. Ti guiderà nel cammino.»   ,,,   Un bagliore si accese al centro dello specchio d’acqua. Lentamente, qualcosa emerse dalla superficie: una pietra azzurra, piccola e liscia, che brillava come un frammento di cielo. Wild esitò, poi la prese tra le mani.   Si rialzò, stringendo la pietra al petto. Dentro di sé sentiva una scintilla di speranza.  Con passo deciso si incamminò verso la prossima sorgente, il cuore più leggero ma la mente ancora colma di domande.  (…) Ma il cammino verso la sorgente Valserena si rivelò più arduo del previsto. Il sentiero, inizialmente netto, divenne sempre più stretto, inghiottito da radici e sterpi. L’aria stessa pareva più densa, più cupa. Il canto degli uccelli si spense, lasciando spazio a un silenzio inquietante. Un fruscio   ,,, Era un lupo.

«Non voglio farti del male», disse con voce ferma, nonostante il terrore che lo stringeva.  Il lupo avanzò di un passo, il ringhio più profondo.  Poi accadde l’imprevisto. Dalla tasca di Wild, la pietra azzurra cominciò a brillare, diffondendo una luce morbida e pulsante. Il lupo si fermò, confuso, e arretrò.

Riprese il cammino, più attento, il bastone saldo nella mano. Man mano che avanzava, il bosco si fece meno cupo, e il suono di un ruscello lontano tornò a farsi sentire. La sorgente Valserena non era lontana.

Con «Argà. Un uomo, una valle, una verità da attraversare», Wild Tors (alias Renzo Franceschinel, primierotto che, da quando si è ritirato nella sua baita fra i monti, ha scoperto di possedere il dono e la passione della scrittura) ritorna alle sorgenti del Primiero. Il suo è un cammino tra acqua, boschi e silenzi, dove il reale e l’invisibile si incontrano. Dopo la sua evanescenza, Wild riappare in un’altra epoca, chiamato ancora una volta a camminare e ad ascoltare. Lungo il percorso emergono le figure delle leggende dolomitiche e alpine — Anguane, Mazarol, ninfe, spiriti antichi — non come fiaba, ma come prova. Ogni incontro chiede verità. Ogni sorgente mette alla prova l’amore: quello che lega, quello che ferisce, quello che insegna a lasciare andare. Argà – Il ritorno di Wild è un viaggio iniziatico, lento e profondo, nato dalla montagna e rivolto a chi sa ascoltare.

Il libro di Wild Tors, edito in proprio, può essere acquistato online (Youcanprint.it – Mondadori Store – Feltrinelli – IBS.it – Libraccio – Hoepli.it – Amazon). «Oppure – ci ha detto l’autore – direttamente da me, contattandomi tramite i canali social di Renzo Franceschinel, Wild Tors – Primör Dolomiti». Ci permettiamo di suggerire ai lettori questa seconda soluzione, perché così il libro arriverà impreziosito da dedica e autografo…

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