Architettura rurale in Primiero

Il convegno è stato aperto dai saluti di Bortolo Rattin, presidente della Comunità di Primiero San Martino di Castrozza, che ha sottolineato come il patrimonio architettonico rurale del Primiero rappresenti, innanzitutto, l’anima della valle: “ogni edificio – ha detto – è un capolavoro di sapienza artigianale, sostenibilità e rispetto per l’ambiente”.
Giovanni Gardelli, dirigente generale del Dipartimento urbanistica, energia, catasto, tavolare e coesione territoriale della Provincia autonoma di Trento, ha presentato l’insieme di iniziative sull’architettura rurale all’interno della cornice della montagna trentina, intesa come elemento identitario del territorio. “La montagna – ha detto Gardelli – è oggi al centro di un processo riflessivo il cui obiettivo è individuare possibili vie di valorizzazione delle potenzialità ed affrontare alcune problematicità come quelle relative alla transizione demografica ed energetica”.
Gianluca Cepollaro ha inquadrato il convegno all’interno delle più ampie attività di ricerca e formazione svolte dalla TSM- STEP Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio sul rapporto tra architettura e comunità, evidenziando che “l’architettura rurale tradizionale è caratterizzata da un’elevata qualità architettonica e paesaggistica intrinseca, frutto della straordinaria capacità delle comunità locali di gestire in modo equilibrato le risorse naturali e di prendersi cura del territorio. Sono necessarie competenze evolute per un uso consapevole dei materiali e una reinterpretazione appropriata delle tipologie costruttive per avviare processi di trasformazione che si affermano come azioni di valorizzazione del patrimonio”.
Dopo gli interventi introduttivi di profilo storico e antropologico sui masi del Primero di Gianfranco Bettega, Simone Gaio e Angelo Longo, l’architetto Laura Gobber dell’Osservatorio del Paesaggio ha presentato la nuova pubblicazione ”Architettura rurale in Primiero” sottolineando che il volume non vuole essere un manuale prescrittivo ma uno strumento a supporto della qualità degli interventi di trasformazione soffermandosi proprio su come affrontare la trasformazione dei manufatti rurali. Nicola Chiavarelli, in rappresentanza dell’Ordine degli architetti di Trento, ha proposto una riflessione sulla raccolta dei segni che caratterizzano le facciate degli edifici rurali storici segnalando come gli interventi di risanamento e di trasformazione debbano saper andare alla ricerca di equilibri compositivi.
Nel pomeriggio sono seguite le presentazioni di alcune buone pratiche di recupero con gli interventi degli architetti Roberto Ben ed Alberto Alpago Novello e l’intervento del direttore del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino Cristiano Trotter sul manuale tipologico nel territorio del Parco. In chiusura è stato presentato il progetto per il recupero e la valorizzazione di malga Vederna a cura degli allievi dell’Istituto Comprensivo del Primiero.
Per scaricare la pubblicazione “Architettura rurale in Primiero”
https://paesaggiotrentino.it/wp-content/uploads/2026/03/Q11_Architettura-rurale-in-Primiero.pdf






