von fpm 21.10.2026 10:00 Uhr

Il 21 ottobre 1809 segna uno dei momenti cruciali della rivolta tirolese guidata da Andreas Hofer

In quell’anno, Hofer era a capo delle milizie popolari che si opposero all’occupazione del Tirolo da parte delle truppe bavaresi e francesi, alleate di Napoleone Bonaparte.

Immagine IA

Dopo il Trattato di Presburgo (1805), il Tirolo passò dal dominio asburgico a quello bavarese, suscitando malcontento per le riforme imposte: nuove tasse, coscrizione obbligatoria e limitazioni alla Chiesa cattolica. Nel 1809, durante la guerra della quinta coalizione, l’Austria incoraggiò un’insurrezione contro la Francia e i suoi alleati. Andreas Hofer, insieme a Josef Speckbacher e Padre Joachim Haspinger, organizzarono la resistenza tirolese. La soppressione della Landesordnung (la legge fondamentale del paese) e della dieta provinciale, la politica di sottomissione della chiesa allo stato, l’odiato arruolamento militare, le imponenti manovre fiscali, causarono nel 1809, come abbiamo ricordato, uno dei più famosi moti insorgenti antinapoleonici dell’epoca: la rivolta di Andreas Hofer, che, nata appoggiandosi alla tradizione dei Landesschützen impiegati nella difesa del territorio, coinvolse in blocco i tirolesi tedeschi e i tirolesi di lingua italiana.

Alcune delle misure adottate dai franco-bavaresi, come l’eliminazione della Dieta tirolese, l’obbligo al servizio militare e le pesanti tassazioni causarono nel Tirolo l’insurrezione antinapoleonica a cui parteciparono attivamente anche le vallate come la Nonsberg /Val di Non, la Sulzberg/Val di Sole e la Fleimstal/Val di Fiemme, che aveva già anticipato autonomamente la rivolta. Nell’autunno 1809 la sconfitta militare austriaca e l’arrivo in forze delle truppe napoleoniche italiane e francesi segnarono ahinoi la sorte degli insorti. Andreas Hofer venne catturato e fucilato a Mantova il 20 febbraio 1810. Nel 1809 l’Impero austriaco affrontò i francesi e i suoi alleati, dando inizio alla guerra della quinta coalizione. Il territorio della provincia di Trento fu teatro di alcuni scontri minori di questa guerra, il cui centro principale fu a nord della Alpi ma l’Insorgenza Tirolese lo coinvolse, anche se in misura minora rispetto al resto del Tirolo.

La maggior parte di quello che fu successivamente fu chiamato Trentino venne unito con la Unterland nel dipartimento del Südtirol, mentre il Primiero fu aggregato al dipartimento della Piave. La Restaurazione del 1815 confermò la fine del principato vescovile, segnando anche la fine definitiva dell’autonomia politica trentina. Al vescovo di Trento vennero lasciati i titoli solo formali di Principe e di “Sua Altezza”. Il 7 aprile 1815 i territori tirolesi vennero riorganizzati in sei capitanati circolari, di cui due (quello di Trento e quello di Rovereto) abitati da popolazioni di lingua italiana.

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