von fpm 20.10.2026 10:00 Uhr

Il 20 ottobre si celebra International Chefs Day

Giornata internazionale degli chef: 20 ottobre e attività educative idee per conoscere ingredienti e professione.

(Immagine IA) elab grafica Flavio Pedrotti Móser

Il 20 ottobre si celebra l’International Chefs Day, la Giornata internazionale degli chef, dedicata a tutti i professionisti che trasformano ingredienti, tecnica e creatività in esperienze gastronomiche. Non è soltanto una ricorrenza per rendere omaggio alla cucina d’autore, ma anche un’occasione per riflettere sull’importanza di un’alimentazione sana, sulla valorizzazione delle tradizioni culinarie e sulla formazione delle nuove generazioni. La Giornata internazionale degli chef è stata istituita nel 2004 su iniziativa dello chef sudafricano Bill Gallagher, conosciuto anche come Billy Gallagher, figura di riferimento nella formazione professionale e già presidente onorario della Worldchefs. L’iniziativa è nata per valorizzare il mestiere del cuoco e trasmettere alle generazioni più giovani il rispetto per il cibo e la passione per l’arte culinaria.  La Worldchefs, ovvero la World Association of Chefs‘ Societies, è una rete internazionale di associazioni professionali fondata nel 1928 a Parigi. Da allora promuove la formazione, lo scambio di conoscenze e il riconoscimento della professione culinaria a livello mondiale. Ogni anno, il 20 ottobre, ristoranti, scuole alberghiere, associazioni e cuochi organizzano dimostrazioni, laboratori, incontri e iniziative educative. Una particolare attenzione viene riservata ai bambini, ai quali si cerca di insegnare a conoscere gli alimenti, a mangiare in modo equilibrato e a rispettare le risorse naturali.

Perché gli chef indossano il cappello alto? Il tradizionale cappello bianco, chiamato toque blanche, è diventato uno dei simboli più riconoscibili della professione. La sua altezza e la sua forma sono associate alla gerarchia e alla tradizione delle cucine professionali. Oggi esistono anche copricapi più pratici, scelti in base al tipo di lavoro. Il francese Auguste Escoffier (1846-1935) è considerato uno dei padri della gastronomia professionale moderna. Contribuì a organizzare le brigate di cucina, suddividendo i compiti tra specialisti, e rese più razionale il lavoro dietro le quinte dei grandi alberghi e ristoranti. Nelle grandi cucine, ogni ruolo ha una funzione precisa: dallo chef de cuisine, responsabile della brigata, al sous-chef, suo principale collaboratore, fino ai cuochi specializzati in salse, pesce, carne, pasticceria e contorni. Un sistema che ricorda un’orchestra: ogni strumento deve entrare al momento giusto. Un piatto si assaggia anche con gli occhi: la presentazione è parte integrante dell’esperienza gastronomica. Colori, forme, consistenze e disposizione degli ingredienti influenzano le aspettative e il modo in cui percepiamo un alimento. Ma l’estetica, da sola, non basta: il sapore deve mantenere la promessa. La cucina contemporanea riscopre prodotti locali, ingredienti stagionali, ricette tradizionali e varietà dimenticate. Scegliere materie prime di qualità e limitare gli sprechi significa contribuire alla sostenibilità e mantenere vive le identità gastronomiche dei territori.

La data è stata scelta dalla Worldchefs per riunire simbolicamente la comunità internazionale dei cuochi in un’unica giornata. Nel tempo, la ricorrenza si è trasformata anche in un’occasione educativa: le iniziative coinvolgono bambini e ragazzi attraverso laboratori, attività pratiche e incontri dedicati alla provenienza degli alimenti e alle abitudini alimentari. Nel 2026, la campagna internazionale Food Explorers, promossa da Worldchefs insieme a Nestlé Professional, invita proprio a esplorare gli ingredienti, scoprire da dove provengono e comprendere come vengono coltivati o raccolti.

Dietro un piatto servito con eleganza si nascondono spesso ore di preparazione, precisione, organizzazione e lavoro di squadra. Il mestiere richiede creatività, ma anche resistenza fisica, capacità di gestire lo stress e attenzione costante all’igiene e alla sicurezza alimentare. La Giornata internazionale degli chef è quindi anche un riconoscimento per chi lavora quando gli altri festeggiano: nelle cucine dei ristoranti, degli alberghi, delle mense e delle comunità. Perché, in fondo, cucinare significa molto più che preparare da mangiare: significa raccontare una cultura, conservare una memoria familiare, valorizzare un territorio e regalare emozioni attraverso il gusto. E il 20 ottobre è l’occasione perfetta per ringraziare chi, ogni giorno, riesce a trasformare tutto questo in un piatto.

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