«Errori di progettazione e costi troppo elevati»

L’apertura del Hofburggarten a Brixen è prevista per la primavera del 2028, ma il Comune ha già fissato per oggi 17 ottobre una giornata di festa dedicata al futuro giardino. Il programma prevede momenti informativi, giochi, iniziative culturali, musica e specialità gastronomiche, con l’intento di avvicinare la cittadinanza al progetto. L’iniziativa, tuttavia, non ha placato le perplessità del gruppo che si batte per un Hofburggarten accessibile al pubblico, tornato a esprimere forti riserve sulla trasformazione dell’area storica. Il gruppo d’iniziativa segue da vicino la vicenda sin dal 2008, anno in cui la Curia stipulò il primo contratto di locazione con il Comune. Nel corso degli anni, attraverso manifestazioni, comunicati stampa, interrogazioni e iniziative legali, i promotori hanno contestato il progetto comunale elaborato sulla base delle proposte del multimedialista André Heller. «Le nostre obiezioni avevano motivazioni precise, che oggi, a distanza di 18 anni, risultano ancora più significative. Situato nel cuore del centro storico e forte di una storia lunga quattro secoli, il giardino avrebbe dovuto recuperare l’impostazione dell’antico Pomarium e attenersi ai principi di conservazione dei giardini storici contenuti nella Carta di Firenze dell’ICOMOS. Esperti provenienti dall’Italia e dall’estero hanno sostenuto più volte, con argomentazioni chiare, questa impostazione», dichiara Barbara Fuchs per il gruppo d’iniziativa. L’idea originaria, secondo i promotori, era quella di realizzare un luogo di pace e di incontro con la natura, destinato sia agli abitanti sia ai turisti. Uno spazio facilmente accessibile, nel quale trovare tranquillità e trascorrere momenti di relax, possibilmente con apertura diurna durante tutto l’anno.
Il timore è invece che il giardino diventi un’ulteriore attrazione turistica, richiamando nuovi visitatori in città e trasformandosi in un luogo affollato, frequentato soprattutto per scattare fotografie da condividere sui social network. «Non volevamo un punto di richiamo capace di alimentare ulteriormente il turismo di massa. Avevamo anche chiesto che fosse realizzato un percorso di attraversamento, così da permettere a chi vive nella parte meridionale della città, compresi gli anziani del Bürgerheim, di raggiungere il centro in sicurezza», spiega Fuchs. Un’altra richiesta riguardava la gestione delle risorse pubbliche: costruzione e manutenzione avrebbero dovuto essere organizzate con criteri di economicità, evitando sprechi di denaro dei contribuenti. Per il gruppo d’iniziativa, le informazioni emerse negli ultimi mesi confermerebbero invece una situazione diversa da quella auspicata. I colloqui con il sindaco e con la responsabile del progetto Stefanie Prieth, compreso quello del 10 luglio 2026, insieme alle interrogazioni dell’opposizione in Consiglio comunale, hanno contribuito a delineare il quadro economico e progettuale. Le risposte alle interrogazioni sono state fornite il 9 settembre di quest’anno.
Il progetto prevede la realizzazione del giardino secondo le idee di Heller, con la denominazione evocativa di «poema botanico». La definizione concreta degli spazi è affidata alla Laimburg, con il contributo determinante dell’architetta Helga Salchegger, dell’Ufficio tecnico del Comune di Brixen e di tecnici incaricati specificamente. Il quadro finanziario suscita particolare preoccupazione: la spesa prevista ha già raggiunto i 14 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 2,8 milioni per 25 opere artistiche. La scelta delle opere sarà effettuata esclusivamente da Günther Oberhollenzer ed Enrico Nigris. Su questo punto Barbara Fuchs solleva dubbi sull’imparzialità dei selezionatori: «Entrambi avevano già manifestato in precedenza il proprio sostegno al progetto di Heller, un elemento che rende necessario interrogarsi sulla loro obiettività».
Il futuro giardino sarà parte integrante del Museo diocesano e si potrà raggiungere soltanto passando attraverso la struttura museale. È prevista una biglietteria e, stando alle ipotesi attuali, gli abitanti di Brixen potrebbero accedere mediante la mycard. Tra le soluzioni allo studio figura anche un sistema di tariffe dinamiche, accompagnato da prenotazioni con fasce orarie prestabilite. Anche le previsioni sull’affluenza alimentano le critiche. «Il museo conta di raddoppiare il numero dei visitatori grazie al giardino, arrivando a circa 100.000 presenze annue. Una prospettiva che si scontra apertamente con la volontà di molti residenti di contenere il turismo giornaliero», sostiene il gruppo d’iniziativa.
Non sono ancora stati resi noti neppure i costi necessari per la gestione ordinaria del giardino. «Mancano informazioni sia sull’entità delle spese, che si preannunciano considerevoli, sia sul numero di addetti necessari per garantire il funzionamento della struttura», sottolinea Fuchs. Il gruppo ricorda di aver portato avanti negli anni un’intensa attività di informazione e sensibilizzazione, affiancato dai sindacati sudtirolesi, dal Brixner Beschwerdechor, dall’associazione «heimat» e dall’Heimatpflegeverband. Secondo Barbara Fuchs, nonostante gli interventi e le valutazioni formulate da specialisti nazionali e internazionali nel campo della conservazione dei giardini storici, le loro indicazioni sarebbero state sistematicamente trascurate da chi era chiamato a decidere sul futuro dell’area.
La festa del 17 ottobre viene quindi interpretata dai promotori come un nuovo tentativo di rassicurare la cittadinanza e ottenere consenso attorno al progetto, senza affrontare adeguatamente le questioni ancora aperte. «L’evento rappresenta un’ulteriore conferma di una strategia volta a ridurre le contestazioni. Si cerca di conquistare il sostegno dei cittadini al futuro giardino, mentre rimangono in secondo piano le criticità progettuali, gli investimenti eccessivi e le limitazioni che renderanno più difficile l’accesso per gli abitanti del luogo», conclude Barbara Fuchs a nome del gruppo d’iniziativa per un Hofburggarten aperto al pubblico.






