In der Reschenstraße a Bozen

Perché il Comune di Bozen non controlla il rispetto delle disposizioni sul bilinguismo nella segnaletica dei cantieri da esso autorizzati? È quanto si chiede Roland Lang, del Südtiroler Heimatbund. Durante i lavori per la posa delle tubature della rete in fibra ottica all’incrocio tra Reschenstraße e Baristraße, sarebbero stati nuovamente installati soltanto cartelli di avvertimento e segnalazione in una sola lingua. «I lavori sono eseguiti dalla ditta Sensi Srl., con sede a Revina, in provincia di Trento. Il responsabile probabilmente non sa che in Südtirol, in base allo Statuto di autonomia, vige l’obbligo del bilinguismo. Poiché i lavori proseguiranno fino alla fine di dicembre, il Comune deve assolutamente insistere affinché la segnaletica sia bilingue, come prescritto anche dalla legge. Quest’ultima stabilisce inoltre che la lingua tedesca debba essere riportata con caratteri della stessa dimensione», osserva Lang.
«Ogni impresa dovrebbe informarsi, prima dell’inizio dei lavori, sulle diverse disposizioni vigenti, compreso l’obbligo del bilinguismo. Tuttavia, anche il Comune dovrebbe comunicare alle ditte le norme pertinenti». Il Südtiroler Heimatbund sottolinea che, ai sensi del D.P.R. del 15 luglio 1988, n. 574, il mancato rispetto delle disposizioni sul bilinguismo costituisce un illecito punibile. Lo SHB ha informato l’assessora comunale alla Mobilità, Johanna Ramoser, della presenza dei cartelli di avvertimento monolingui.
Inoltre, il Südtiroler Heimatbund trasmetterà al Commissariato del Governo una relazione sull’accaduto, chiedendo che venga applicata la sanzione prevista nella misura massima di 2.500 euro.
«Finché in Südtirol le violazioni delle disposizioni sul bilinguismo non saranno sanzionate in modo adeguato, non cambierà nulla», conclude lo SHB.
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