von fpm 15.09.2026 16:00 Uhr

«L’entusiasmo per il Südtirol mi accompagna ormai da molti anni!»

Anche quest’anno l’incontro provinciale dei giovani della Süd-Tiroler Freiheit è stato un pieno successo.

(Foto STF) elab grafica Flavio Pedrotti Móser

Una sala gremita, un’ottima atmosfera, un confronto costruttivo: questa volta i momenti salienti sono stati due: da un lato la nuova elezione della direzione provinciale dei giovani e dall’altro il discorso dell’ospite Jean Pascal Hohm, presidente della Generation Deutschland. Sabato 12 settembre si respirava un’atmosfera straordinaria all’incontro provinciale dei giovani della Süd-Tiroler Freiheit, che quest’anno si è svolto a Tramin, nel Südtiroler Unterland. Erano presenti i consiglieri provinciali Sven Knoll, Hannes Rabensteiner e Bernhard Zimmerhofer, rappresentanti della Generation Deutschland, della Freiheitliche Jugend Tirol e della Freiheitliche Jugend Oberösterreich. All’inizio è stato fatto un bilancio dell’attività della Junge Süd-Tiroler Freiheit. Sono stati ricordati, tra l’altro, gli incontri con diverse organizzazioni giovanili, l’escursione invernale a Pfelders, l’iniziativa «Auf an Glühwein mit der Jungen STF», la partecipazione a numerosi eventi, la pubblicazione annuale del Tiroler Merkheft, i comunicati stampa su temi di vario genere e molto altro ancora. Tra coloro che hanno rivolto parole di saluto ai giovani vi erano anche l’ex consigliera provinciale Eva Klotz e il consigliere provinciale Sven Knoll. Nuova elezione della direzione provinciale dei giovani: un mix di volti noti e nuovi. Successivamente è stata rinnovata la direzione provinciale dei giovani della Süd-Tiroler Freiheit. Tobias Innerhofer (per motivi di età), Vera Lobis e Benedikt Mayr non si sono più messi a disposizione per le funzioni ricoperte finora. A loro va in questa sede un grande ringraziamento per il loro instancabile impegno. Continueranno comunque a far parte del gruppo giovanile attivo.

Dalle votazioni è emerso il seguente risultato: Melanie Mair (giurista di 29 anni di Tscherms) è stata confermata nella sua carica di portavoce provinciale dei giovani. Nei prossimi due anni sarà affiancata da Karin Larcher, Hansjörg Karbon, Aaron Kargruber, Kilian Larcher e Johannes Paris, in qualità di membri della direzione provinciale dei giovani. «Sono molto contenta di poter continuare a rappresentare la Junge Süd-Tiroler Freiheit anche nei prossimi anni come portavoce provinciale dei giovani», spiega Melanie Mair. «Negli ultimi anni la Junge Süd-Tiroler Freiheit è cresciuta notevolmente. Ciò è sicuramente dovuto al fatto che ci impegniamo con costanza sul territorio e che abbiamo un ascolto attento per gli interessi dei giovani.» In occasione di una prossima riunione di lavoro, i giovani della Süd-Tiroler Freiheit intendono raccogliere idee per rafforzare ulteriormente la propria presenza in tutta la provincia. Un altro momento saliente dell’incontro giovanile è stato il tanto atteso discorso di Jean Pascal Hohm, presidente della Generation Deutschland, consigliere del Landtag del Brandeburgo e membro della direzione federale dell’AfD. Hohm conosce molto bene la storia del Südtirol e segue da anni gli sviluppi politici della realtà locale. «Il mio entusiasmo per il Südtirol e per la vostra lotta per la libertà non è nato ieri. Mi accompagna già da molti anni», ha dichiarato Hohm nel suo discorso.

Alla luce di queste parole così positive, è stato ancora più spiacevole che contro l’incontro giovanile e il suo relatore ospite siano state organizzate una petizione online e una contromanifestazione. Secondo la normativa vigente, chiunque ha il diritto di organizzare una manifestazione. Tuttavia, ciascuno dovrebbe anche essere consapevole del fatto che nella Costituzione e nelle fonti normative di rango superiore è sancito anche il diritto alla libertà di espressione. In una democrazia deve essere possibile esprimere la propria opinione e accettare ogni posizione politica.

Per questo, da parte della Junge Süd-Tiroler Freiheit non vi è alcuna comprensione per queste iniziative. Sono proprio iniziative di questo tipo a portare alla divisione della società. Proprio quelle persone che si dichiarano contrarie alla divisione finiscono per favorirla con le loro azioni, invece di parlare normalmente con le persone, indipendentemente dal loro orientamento politico, come dovrebbe avvenire all’interno di un sistema democratico.

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