La noiosa retorica e l’insopportabile demagogia degli animalisti

In Südtirol è stata autorizzata la rimozione di un altro lupo. Il decreto del governo provinciale riguarda i territori comunali di Ulten e Kastelbell‑Tschars. Si tratta della terza Wolfsentnahme (rimozione di lupo) ordinata nel 2026. La misura è motivata da diversi attacchi a bestiame avvenuti a Ulten: tra il 15 giugno e l’8 settembre, sugli alpeggi Marschnell, Kuppelwies, Flatschberg, Tufer e Innerfalkomai sono stati uccisi complessivamente 22 pecore e 4 capre. Secondo il Landesforstkorps, i responsabili delle predazioni sarebbero lupi. Il decreto è già in vigore: il lupo può essere abbattuto dal Landesforstkorps. L’ultimo abbattimento era avvenuto all’inizio di luglio a Enneberg. La nuova rimozione incontra forti critiche da parte delle associazioni animaliste. La Lega Anti Vivisezione (LAV) ha annunciato l’intenzione di portare il caso a livello europeo. L’organizzazione contesta, tra l’altro, che il decreto sia stato pubblicato nel tardo pomeriggio di venerdì, rendendo più difficile un ricorso al tribunale amministrativo.
La LAV ritiene che ciò possa costituire una violazione della Convenzione di Aarhus, che regola, tra le altre cose, la partecipazione del pubblico a determinati procedimenti decisionali delle autorità. Anche l’associazione „Io non ho paura del lupo APS” (ma la maggior parte della popolazione ha paura eccome!) ha espresso critiche. Secondo il gruppo, occorrerebbe innanzitutto chiarire quali misure di protezione del bestiame siano state adottate sugli alpeggi interessati e quanto siano state efficaci. Inoltre, l’organizzazione chiede maggiore trasparenza sul processo tecnico e procedurale delle autorizzazioni.
L’associazione sottolinea inoltre che gli animali da reddito menzionati nel decreto sarebbero stati tenuti prevalentemente al pascolo libero e non costantemente sorvegliati. Nel decreto si indica infatti che i controlli venivano effettuati, a seconda della situazione, quotidianamente o più volte alla settimana.
Le organizzazioni animaliste pongono infine la questione di fondo: in che misura gli abbattimenti contribuiscono realmente a ridurre gli attacchi al bestiame? Esse chiedono una verifica più rigorosa delle misure di prevenzione e della loro efficacia. Come capita spesso le organizzazioni animaliste e ambientaliste vogliono imporre con arroganza e retorica irresponsabile la loro visione del tutto avulsa dalla realtà. I lupi così come gli orsi sono diventati un problema, un grande problema. Le persone e gli animali dei masi e delle fattorie vanno difesi e tutelati. Quindi basta con l’intolleranza delle ideologie demagogiche e impopolari.






