von fpm 13.09.2026 18:00 Uhr

Lo schiaffo “tolomeico” (148)

Continua con Flavio Pedrotti Móser l’excursus sull’italianizzazione a sud del Brenner che con il fascismo minava l’identità culturale.

Elab grafica Flavio Pedrotti Móser

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.

Pinaider, Pineider: origine germanica/alto-tedesca. Come già ricordato tante volte, la terminazione -er è molto comune nei cognomi di area tedesca e può indicare originariamente una persona proveniente da un determinato luogo oppure appartenente a una certa attività o comunità. In uno studio sui cognomi della banca dati “Nati in Welschtirol-Trentino (1815-1923)”, compaiono proprio le forme Pinaider e Pineider, entrambe con 2 occorrenze. Nella stessa tabella sono associate all’area di Piné, Pineid appunto, (oggi Baselga di Piné – Wasilig–Pineid e comuni vicini). Quindi probabilmente “persona originaria di Pineid” è attualmente l’ipotesi da considerare più solida. Tolomei, del resto, scelse Pinei e/o Pineti. Anche Pinter è un cognome di origine germanica/tirolese, legato a un antico nome professionale: Pinter = “bottaio”, cioè l’artigiano che fabbricava o riparava botti, barili e recipienti di legno. La stessa fonte collega Pinter al tedesco Fassbinder, letteralmente colui che „lega/fascia le botti“. Pinter in località come Innsbruck, Schwaz, Pill, Langkampfen e Feldkirch, mostra una presenza storica nell’area tirolese. In Welschtirol/Trentino, sono documentati Pìnter o Binder nella zona di Lain/Bedull (Terragnolo/Bedollo), con l’antica variante Pìntar o la forma Pintarelli nell’area di Pergine e Civezzano. Semplicemente Bottai per Tolomei… Origine decisamente tirolese anche per Pipperger, documentato storicamente soprattutto nell’area Pustertal e della Ahrntal. Una ipotesi è bi-berg, (dove “Berg” sta per monte) ma su “pipp” si rimane vaghi, potrebbe derivare da un toponimo, da un antico nome personale oppure da una denominazione di maso. Insomma, per il nostro, diventa un Montepiva

Vi sono i vari Pircher, Pirchl, Pirchner, Pirchofer, Pirchstaller, Pirkmóser, e hanno tutti un’origine molto interessante e abbastanza ben documentata che lo denota come un cognome tirolese di origine toponimica, legato alla betulla: “chi abita il maso presso la betulla”. La ricostruzione più convincente è: birke → pirche → Pircher.

Anche il repertorio del Tiroler Landesarchiv mostra una diffusione storica molto ampia del cognome nel Tirol, con numerose località del Tirol settentrionale e del Vorarlberg. Nel nostro Land Pircher è particolarmente associato alla provincia di Bozen. Insomma, cognome in italiano Betulla… (continua)

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