Schützen, le armi storiche si fermano al Brenner

Ranzmaier fa riferimento a una mozione presentata prima dell’estate in Commissione Esteri, poi rinviata da ÖVP, SPÖ e NEOS. Secondo quanto riferisce il deputato FPÖ, in Commissione si sarebbe stato stigmatizzato l’uso di termini come «Welschtirol» e «confine ingiusto» (Unrechtsgrenze. )Il deputato dell’ÖVP Josef Hechenberger avrebbe inoltre dichiarato che l’accordo con l’Italia sulla questione è ormai in dirittura d’arrivo e che quindi il Parlamento austriaco non deve occuparsi della vicenda.
Le risposte ufficiali del governo federale alle recenti interrogazioni parlamentari delineano tuttavia un quadro ben diverso, sottolinea Ranzmaier. Dal 2022 Austria e Italia stanno negoziando sul tema; a Roma è depositato dal 2023 un memorandum austriaco, ma fino ad agosto 2026 non è giunta alcuna reazione concreta da parte italiana.
L’esponente della FPÖ critica fermamente anche la posizione della ÖVP, secondo la quale non servirebbe una delibera parlamentare per sostenere la questione. Al contrario, argomenta Ranzmaier, un segnale compatto del Nationalrat darebbe all’Austria una leva politica ben più forte nei negoziati con Roma.
Infine, Ranzmaier chiama in causa direttamente il Governatore del Land Tirol Anton Mattle: conoscendo a fondo il problema, deve intervenire per porre fine a questo «blocco parlamentare». Se l’Italia frena sulla risoluzione della vicenda – conclude Ranzmaier – l’Austria deve mostrarsi ancora più unita e determinata.






