Contrarietà alla proposta di Urzì

I Freiheitlichen respingono nuovamente con fermezza la prevista ridefinizione del collegio elettorale per il Senato Bozen-Unterland. Allo stesso tempo, si dichiarano contrari a ridurre il dibattito alla questione se mantenere l’attuale suddivisione oppure trasferire singoli comuni in un altro collegio. Secondo il segretario dei Freiheitlichen, Roland Stauder, l’occasione dovrebbe invece essere sfruttata per riorganizzare in modo radicale il diritto alla rappresentanza del Südtirol nel Parlamento italiano. «Non bisogna fingere che l’attuale suddivisione dei collegi elettorali per il Senato sia una soluzione particolarmente valida. Non lo è. La proposta del deputato Alessandro Urzì, tuttavia, trasforma una soluzione negativa in una soluzione pessima. Ritagliare deliberatamente un collegio in modo da aumentare le possibilità elettorali di un determinato gruppo linguistico o di una determinata area politica non può essere una soluzione per noi Freiheitlichen», spiega il segretario Roland Stauder. La proposta presentata da Urzì prevede di separare dall’attuale collegio Bozen-Unterland diversi comuni a maggioranza germanofona. L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è aumentare le possibilità di eleggere un senatore di lingua italiana.
Secondo i Freiheitlichen, è proprio questo approccio a muoversi nella direzione sbagliata. «I collegi elettorali non devono essere disegnati sulla base di interessi partitici e tantomeno in funzione di risultati elettorali desiderati. Alla fine, devono essere gli elettori a decidere chi li rappresenta, non la geometria di un collegio», afferma Stauder. I Freiheitlichen propongono quindi di utilizzare l’attuale discussione per una ripartenza complessiva: il Südtirol dovrebbe costituire un unico collegio elettorale sia per l’elezione della Camera dei deputati sia per quella del Senato. I seggi dovrebbero essere assegnati secondo un sistema elettorale rigorosamente proporzionale. «Perché dovremmo discutere dei confini dei singoli collegi e spostare i comuni da una parte all’altra? Il Südtirol è un’unità politica e autonoma. Questa unità dovrebbe riflettersi anche nel diritto elettorale», sottolinea Stauder. Secondo i Freiheitlichen, un sistema elettorale puramente proporzionale rappresenterebbe molto meglio la realtà politica del Südtirol. «Non sarebbero i confini dei collegi tracciati artificialmente, bensì l’effettiva forza delle forze politiche presso gli elettori a determinare la rappresentanza a Roma. Chi ottiene un sostegno sufficiente dalla popolazione deve essere rappresentato in misura corrispondente. Chi riceve meno voti non può essere favorito artificialmente attraverso collegi elettorali costruiti su misura», spiega Stauder.
La particolare situazione del Südtirol e la tutela delle minoranze dovrebbero naturalmente essere tenute in considerazione e garantite sul piano giuridico nell’ambito di una riforma. La tutela delle minoranze, tuttavia, non dovrebbe essere confusa con la difesa di posizioni acquisite dai partiti. «Le leggi elettorali non devono essere scritte per i partiti e tantomeno per singoli candidati. Devono funzionare nel modo più equo e trasparente possibile e secondo le stesse regole per tutte le forze politiche. Per questo diciamo chiaramente no alla proposta di Alessandro Urzì. Allo stesso tempo, però, non vogliamo semplicemente mantenere inalterata una normativa esistente che riteniamo negativa», affermano i Freiheitlichen. La loro proposta è dunque la seguente: un unico collegio del Südtirol per la Camera dei deputati, un unico collegio del Südtirol per il Senato e, in entrambi i casi, un sistema elettorale rigorosamente proporzionale.
«Se il sistema elettorale dovesse comunque essere sottoposto a revisione, non dovremmo limitarci a spostare i confini dei collegi, ma avere il coraggio di creare una soluzione migliore e più corretta dal punto di vista democratico. La decisione su chi rappresenta il Südtirol a Roma deve essere nelle mani degli elettori», conclude Roland Stauder. Per la Süd-Tiroler Freiheit la misura della SVP non è sufficiente Se l’Unterland dovesse essere sacrificato sull’altare dei giochi politici di partito, la coalizione di Bozen dovrà saltare: è quanto chiede invece il gruppo distrettuale Unterland/Überetsch della Süd-Tiroler Freiheit.
«Una mozione di soppressione al Senato non basta. Servono conseguenze concrete. Gli abitanti dell’Unterland ne hanno abbastanza di scuse e rassicurazioni», afferma il movimento. Secondo la proposta di Urzì, Tramin, Kurtatsch, Margreid, Kaltern ed Eppan dovrebbero essere assegnati al collegio senatoriale Meran. Aldein passerebbe invece al collegio di Brixen. Nel collegio senatoriale Bozen-Unterland rimarrebbero soltanto i comuni parzialmente italofoni, da Salurn a Leifers. Il capogruppo della SVP nel Landtag, Harald Stauder, ha dichiarato ai media di comprendere il malcontento nell’Unterland. A suo avviso, però, questo sarebbe rivolto esclusivamente contro Urzì. La Süd-Tiroler Freiheit contesta questa interpretazione:
«Questa dichiarazione dimostra che Stauder non ha capito nulla. Il malcontento è rivolto anche contro la sua SVP. È stata la SVP a rendere persone come Urzì politicamente accettabili. Ha cercato di trasformare l’iniziativa di Urzì in un accordo di scambio. E durante la votazione alla Camera ha opposto ben poca resistenza!» Contro la proposta di Urzì alla Camera dei deputati avrebbe votato soltanto Manfred Schullian. Nessun rappresentante della SVP sarebbe intervenuto per esprimere la propria opposizione.
«La rappresentanza della SVP è rimasta in silenzio e ha cercato semplicemente di ottenere un accordo di scambio dalla proposta di Urzì. Anche questo senza successo», sostiene il movimento. La Süd-Tiroler Freiheit parla di un completo fallimento. Anche adesso, sostiene il movimento, continua a mancare una reazione decisa. Una semplice mozione di soppressione al Senato non è sufficiente. Secondo la Süd-Tiroler Freiheit, esiste un solo strumento di pressione efficace: «La SVP deve far capire a Bianchi e Urzì che un attacco all’autonomia e all’Unterland avrà conseguenze politiche. Se questo attacco non verrà ritirato, la SVP dovrà porre fine alla coalizione di Bozen ed estromettere Fratelli e Forza Italia dal governo!», conclude il gruppo distrettuale.






