von fpm 07.08.2026 13:00 Uhr

È tempo di risparmiare acqua

I rifugi del Südtirol alle prese con la scarsità d’acqua

Elab grafica Flavio Pedrotti Móser

Non solo a valle, ma anche in alta quota il risparmio idrico è diventato indispensabile a causa delle elevate temperature e della scarsità di precipitazioni. Tra i rifugi dell’AVS in Südtirol, quello maggiormente interessato dal problema è il Rieserfernerhütte. Le piogge dei primi giorni di agosto hanno temporaneamente attenuato la situazione. L’AVS invita gli escursionisti alla comprensione e rivolge un appello affinché tutti utilizzino l’acqua potabile con attenzione e parsimonia. Molti rifugi alpini dispongono di una propria sorgente di acqua potabile con relativo serbatoio di accumulo, ma non sono collegati alla rete idrica pubblica. Quando le precipitazioni vengono a mancare, diminuisce anche la disponibilità di acqua potabile nei rifugi, con conseguenze immediate sulla gestione quotidiana. Già nel giugno del 2022 i gestori dei rifugi altoatesini avevano segnalato una situazione insolitamente critica e quest’anno lo scenario rischia di ripetersi. In quell’occasione, diversi rifugi avevano chiuso i servizi igienici ai visitatori giornalieri, limitato o vietato l’uso delle docce, consentito di lavarsi i denti solo utilizzando acqua portata da casa in bottiglia e registrato una diminuzione della produzione di energia proveniente dai piccoli impianti idroelettrici. «Oggi esistono diverse soluzioni tecniche che, laddove vi siano le risorse economiche necessarie e in occasione di lavori di ristrutturazione, possono essere adottate», spiega Martin Knapp, responsabile del settore Rifugi e Sentieri dell’Alpenverein Südtirol. «Nei rifugi è possibile installare orinatoi a secco o toilette a secco e riutilizzare in modo efficiente le acque grigie.»

Attualmente nessun rifugio dell’AVS dispone ancora di questi impianti. Tuttavia, per il nuovo Europahütte, di proprietà della Provincia, è prevista l’installazione di toilette a secco. Una pianificazione particolarmente accurata del consumo idrico è invece necessaria presso il Rieserfernerhütte. Sebbene il bacino idrico dell’area sia normalmente ricco d’acqua, possono essere immagazzinate e utilizzate soltanto le riserve superficiali. Durante i periodi di siccità la carenza idrica si manifesta rapidamente. Le precipitazioni cadute all’inizio di agosto hanno comunque attenuato, almeno per il momento, le difficoltà registrate quest’anno dal rifugio. Nel 2022 sono state pubblicate le linee guida HaWalpS per la gestione delle risorse idriche nei rifugi alpini. Il documento è il risultato di studi condotti da diversi club alpini e istituti di ricerca e, partendo dagli effetti dei cambiamenti climatici, propone un ampio catalogo di raccomandazioni per la valutazione del fabbisogno, la progettazione, la realizzazione e il controllo della qualità dell’approvvigionamento idrico nei rifugi. Le linee guida illustrano inoltre possibili strategie per la gestione sostenibile delle risorse e delle situazioni di emergenza.

I rifugi situati alle quote più elevate sono quelli maggiormente esposti alla scarsità d’acqua. «Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’acqua non può essere semplicemente pompata dai ghiacciai e utilizzata come acqua potabile: deve essere sottoposta a complessi processi di depurazione e trattamento. I rifugi moderni necessitano inoltre di acqua con diversi livelli di qualità, sia per bere e cucinare, sia per i servizi igienici, la pulizia e, in alcuni casi, anche per la produzione di energia.» Secondo le rilevazioni disponibili, ogni persona consuma mediamente circa 120 litri d’acqua al giorno a valle, mentre in montagna il consumo è leggermente inferiore. La quota maggiore è legata all’utilizzo delle docce, che richiedono in media circa 30 litri per persona. I club alpini dell’arco alpino si sono posti l’obiettivo di ridurre in modo significativo il consumo idrico nei rifugi.

Un notevole potenziale di risparmio è rappresentato dall’impiego di toilette a secco, che oltre a ridurre il consumo d’acqua semplificano anche il trattamento delle acque reflue. In questo ambito la Svizzera rappresenta un modello: la maggior parte dei rifugi d’alta quota del Club Alpino Svizzero (SAC) è già dotata di toilette a secco. Una soluzione analoga è stata adottata anche presso il Neue Prager Hütte del DAV, situato in Osttirol ai piedi del Großglockner, dove si affronta così il problema della crescente scarsità d’acqua.

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