Il 29 luglio si celebra ogni anno la Giornata internazionale della tigre

La parola „tigre“ deriva dal latino tigris, a sua volta preso dal greco tigris. Molti linguisti ritengono che l’origine più antica sia persiana: tigra significherebbe „freccia“, un riferimento alla velocità e all’agilità del grande felino. Non a caso, in molte culture asiatiche la tigre è considerata l’emblema del coraggio, della forza e della determinazione. Ma come nasce la Giornata della tigre?  La ricorrenza è stata istituita nel 2010 durante il Tiger Summit di San Pietroburgo, in Russia, un vertice internazionale convocato dopo che gli esperti avevano lanciato un allarme: nel secolo precedente era scomparso circa il 97% della popolazione mondiale di tigri selvatiche. Se all’inizio del Novecento si stimavano oltre 100.000 esemplari, nel 2010 ne rimanevano appena 3.200 circa. I tredici Paesi in cui le tigri vivono ancora allo stato selvatico sottoscrissero il programma TX2, con l’obiettivo di raddoppiare il numero delle tigri entro il 2022, l’anno cinese della Tigre. Perché proprio il 29 luglio? La data ricorda l’apertura del vertice di San Pietroburgo, durante il quale governi, organizzazioni ambientaliste e istituzioni internazionali concordarono una strategia comune contro il bracconaggio, la distruzione delle foreste e il commercio illegale di parti di tigre. La tigre è molto più di un grande felino. È un simbolo nazionale in diversi Paesi asiatici: India, dove è l’animale nazionale; Bangladesh; Malaysia; Corea del Sud, dove rappresenta forza e protezione nella tradizione popolare. Nella cultura cinese è inoltre uno dei dodici animali dello zodiaco.
Curiosità e aneddoti: ogni tigre ha un „codice a barre“. Le strisce della tigre sono uniche, proprio come le impronte digitali negli esseri umani. Gli studiosi identificano gli animali fotografati dalle fototrappole confrontando il disegno delle strisce. Non è soltanto il mantello ad avere le caratteristiche bande nere: anche la pelle sottostante presenta la stessa pigmentazione. La tigre siberiana (o dell’Amur) è il più grande felino vivente. Un maschio adulto può superare i 300 chilogrammi e raggiungere oltre tre metri di lunghezza, coda compresa. A differenza di molti altri felini, le tigri amano l’acqua. Possono attraversare fiumi larghi diversi chilometri e trascorrono molto tempo a rinfrescarsi durante le giornate più calde. Le tigri riescono ad avvicinarsi alla preda fino a pochi metri prima dell’attacco. Solo una piccola percentuale delle loro battute di caccia, però, si conclude con successo.
La Giornata internazionale della tigre non è soltanto simbolica. Negli ultimi quindici anni alcuni Paesi hanno registrato risultati incoraggianti: India, che ospita oltre il 70% delle tigri selvatiche del mondo, ha più che raddoppiato la propria popolazione grazie all’ampliamento delle aree protette e ai controlli contro il bracconaggio. Nepal è stato il primo Paese a raggiungere l’obiettivo del programma TX2, raddoppiando il numero delle tigri entro il 2022. Anche Bhutan e Russia hanno registrato una crescita delle popolazioni in alcune aree.
Nonostante i progressi, le tigri continuano a essere minacciate da: distruzione e frammentazione delle foreste; bracconaggio; commercio illegale di pelle, ossa e altri derivati; conflitti con le comunità umane nelle aree di espansione. Secondo le stime più recenti, oggi nel mondo vivono circa 5.500 tigri allo stato selvatico, un dato in miglioramento rispetto al 2010 ma ancora molto lontano dai numeri storici.






