Anche giovani trentini al Tiroler Studentenheim di Wien?

Mercoledì a Bolzano, il Consiglio Regionale si è riunito per discutere – fra l’altro – dell’assestamento di bilancio. Fra i diversi ordini del giorno presentati dall’aula, uno ci pare di particolare interesse, anche e soprattutto per rafforzare i legami all’interno del territorio tirolese e rendere sempre più tangibile l’Euregio.  L’ordine del giorno proponeva il rafforzamento della collaborazione all’interno dell’Euregio per consentire agli studenti trentini l’accesso allo studentato tirolese (Tiroler Studentenheim) a Vienna, impegnando la giunta regionale ad attivarsi in tal senso.
La giunta dichiarava parere negativo, motivato dal fatto che le province di Trento e di Bolzano fanno parte dell’Euregio, mentre la Regione no, quindi si tratta di una questione di competenza, ha dichiarato in proposito l’assessore regional con delega al bilancio, Giuliae Zanotelli.
In discussione, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha dichiarato che si potrebbe approvare la proposta solo se anche il Trentino contribuisse al finanziamento dello studentato. Zeno Oberkofler (Verdi) si è detto invece favorevole alla mozione, chiedendo che l’accesso venga consentito anche ai sudtirolesi con diploma di scuola superiore in lingua italiana. Walter Kaswalder (Patt-Fassa) ha caldeggiato la sospensione della proposta per poter presentare l’iniziativa direttamente in Trentino e in sede Euregio .Chiara Maule (Campobase) ha sostenuto la proposta nell’ottica di favorire lo scambio culturale.
Philipp Achammer (SVP, tra l’altro assessore provinciale sudtirolese all’istruzione ed alla cultura tedesche) ha ricordato che la Provincia di Bolzano cofinanzia la struttura, che appartiene al Land Tirol; per ragioni giuridiche e nell’ambito della propria funzione di tutela, l’Austria può includere nella quota riservata ai suoi cittadini (Inländerquote) solo gli appartenenti al gruppo linguistico tedesco e ladino.
In fase di replica, Degasperi ha precisato di non aver richiesto un accesso gratuito, dicendosi stupito delle perplessità sollevate da parte trentina, ma chiedendo comunque che l’ordine del giorno venisse votato.
La proposta è stata respinta con 23 sì, 32 no e 6 astensioni.
Considerazioni...
Al di là della competenza diretta sull’argomento (la Regione talvolta si esprime e prende posizione su temi internazionali, sui quali non ha – per ovvie ragioni – alcun potere decisionale o di influenza…), un voto favorevole poteva essere un segnale importante in direzione di una maggior collaborazione e di rafforzamento dell’Euregio tirolese a tutti i livelli.
In fondo, si tratta di una proposta valida e del tutto condivisibile, che potrebbe essere fatta propria – perché no – anche dal competente assessorato provinciale alla promozione non solo dell’Autonomia ma anche dell’Euregio, anche in vista della prossima presidenza dell’ente in capo alla Provincia di Trento (ci starà pensando qualcuno… anche perché non manca un’eternità …).
Tra l’altro una proposta per rafforzare la collaborazione, la mobilità e gli interscambi a livello scolastico in generale, e in particlare universitario ed euroregionale (e di conseguenza allargando la collaborazione anche a casi come questo) faceva parte del progetto elaborato a suo tempo (parliamo del 2020, prima giunta Fugatti) da Giuseppe Corona, allora delegato della Presidenza del Consiglio Provinciale all’interno del tavolo che avrebbe dovuto elaborare i punti principali del programma in vista della presidenza trentina dell’Euregio 2021– 2023. Tavolo ben presto depotenziato e alla fine silenziato.
Facendo uno più uno, vien da pensare che di Euregio si parli un gran tanto, ma che quando si tratta di concretizzare, chi di dovere si nasconda dietro a un dito.






