von mas 16.07.2026 17:00 Uhr

„Sei italiano“ – „No, io sono tirolese e austriaco!“

Botta e risposta ieri durante la seduta del Consiglio Regionale a Bolzano fra Christian Bianchi (Forza Italia – Uniti per l’Alto Adige) e Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit)

Un monologo di sette minuti, quello tenuto ieri in Consiglio Regionale da Christian Bianchi (Forza Italia – Uniti per l’Alto Adige):  l’ex sindaco di Laives  e assessore nella Giunta sudtirolese, ha polemizzato con la Süd-Tiroler Freiheit, in particolare con Sven Knoll, sostenendo che gli italiani vengono costantemente descritti dalla STF come un elemento indesiderato. Knoll – ha detto – sostiene sempre che i sudtirolesi non siano italiani.

Bianchi ha attaccato la Süd-Tiroler Freiheit anche per le continue critiche alla riforma dello Statuto di Autonomia, citando ad esempio le nuove disposizioni sulla composizione delle giunte comunali (che prevede la possibilità di un assessore di madrelingua italiana anche nei comuni dove la percentuale di popolazione di lingua italiana è infinitesimale) e la cancellazione del vincolo di residenza quadriennale per il diritto di voto, che non rappresentano, così Bianchi, un ulteriore tentativo di italianizzazione forzata del Sudtirolo.

Nel suo lungo intervento, Bianchi – chiamando in causa anche i consiglieri trentini -ha parlato dell’autonomia della Regione Trentino-Alto Adige („Così si chiama“ , ha ribadito), frutto di un accordo internazionale fra Italia e Austria, come se questa non derivasse dalla storia di questa  Terra e dall’identità stessa della sua popolazione, e nata in particolare a protezoine  delle minoranze di lingua tedesca e ladina dal tentativo di assimilazione e cancellazione subito dopo l’annessione forzata al Regno d’Italia,  durante il ventennio fascista e anche oltre.

Come giustamente scrive il collega Alexander Wurzer della redazione sudtirolese di UT24 nel suo articolo di questa mattna,   il punto di partenza storico è proprio questo. L’autonomia  non è nata perché Roma volesse concedere generosamente dei diritti ai cittadini di questaTerra. È nata dopo decenni di italianizzazione sistematica, di divieto della lingua tedesca, di chiusura delle scuole tedesche, della successiva lotta  per la libertà condotto da coraggiosi tirolesi e di una massiccia pressione internazionale da parte dell’Austria. L’Accordo di Parigi, il Pacchetto di misure per l’autonomia e, infine, il Secondo Statuto di Autonomia sono stati la risposta a un problema delle minoranze, non a un problema della maggioranza nazionale italiana.

 

Nel suo intervento, Bianchi si è rivolto direttamente a Knoll: „No caro Sven Knoll, tu sei italiano e fai parte dell’Italia, mi dispiace“, ricevendo un applauso dai banchi occupati dai consiglieri di Fratelli d’Italia.

Knoll ha prontamente replicato: „Collega Bianchi, grazie a Dio non sta a te decidere se io sono italiano o meno. Sarei il primo a gettar via la carta d’identità italiana, se ricevessi nuovamente quella austriaca. Io non sono italiano. Io sono tirolese e sono austriaco! Con l’Italia non ho proprio niente a che fare, zero virgola nulla“.

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