L’arte gotica in Tirol, Südtirol, Welschtirol (32)

Gli elementi gotici della Chiesa di St. Katharina, una delle più affascinanti testimonianze del gotico rurale del Südtirol. La chiesa di St. Katharina sorge su un’altura ad Hafling, su un rilievo collinare visibile da tutta la zona di Meran e dintorni. È uno dei più importanti edifici sacri medievali dell’area, con una stratificazione che unisce origini romaniche e un marcato rifacimento gotico. La Chiesa è un gioiello del gotico alpino che è nata romanica poi trasformata in gotico nel XV secolo, arricchita da affreschi trecenteschi e un altare tardogotico, immersa in un paesaggio che ne amplifica il carattere mistico. È uno dei migliori esempi di come il gotico, nelle Alpi, si sia adattato a un contesto rurale mantenendo eleganza, verticalità e ricchezza simbolica. Come molte chiese alpine, St. Katharina fu probabilmente edificata su un precedente luogo di culto. Le fonti indicano che una prima costruzione romanica esisteva già nel XII–XIII secolo, caratterizzata da una muratura massiccia e semplice, navata rettangolare, abside semicircolare. Questa fase è ancora leggibile in parte delle murature perimetrali. La chiesa venne ristrutturata in stile gotico nel 1452, come riportano le fonti locali. Il rifacimento gotico non fu solo un restauro, ma una vera trasformazione stilistica, che introdusse un’abside in stile gotico, un campanile massiccio a quattro piani, un ciclo di affreschi trecenteschi, un altare tardogotico di grande pregio. La chiesa venne nuovamente consacrata a St. Katharina d’Alessandria, figura molto venerata nel Medioevo.
Come detto, St. Katharina è un esempio perfetto di gotico alpino rurale, sobrio ma ricco di dettagli simbolici. L’abside è il cuore gotico dell’edificio: pianta poligonale, tipica del gotico tirolese, costoloni che si innalzano verso la chiave di volta, finestre strette e alte, che filtrano una luce verticale e mistica. Questa struttura conferisce alla chiesa un senso di slancio e spiritualità , in contrasto con la navata romanica più pesante. All’interno si conservano preziosi affreschi trecenteschi, visibili attraverso un foro nel portone d’ingresso: scene della vita di St. Katharina, figure di santi e simboli cristologici, colori terrosi e rossi ferruginosi tipici della pittura alpina medievale. Lo stile è quello del gotico internazionale, con figure slanciate e gesti narrativi. L’elemento artistico più prezioso è il trittico tardogotico dell’altare maggiore: al centro St. Katharina con la ruota del martirio, ai lati San Giovanni Battista e Santa Maddalena, sculture lignee policrome, tipiche della scuola tirolese del XV secolo. Il trittico mostra l’evoluzione verso un gotico più espressivo e naturalistico. Il campanile, alto e massiccio, risale anch’esso al rifacimento del 1452: quattro piani, aperture ogivali, struttura possente che fungeva anche da punto di avvistamento.
Accanto all’arco trionfale si trovano due statue barocche dei santi Floriano e Rocco, aggiunte nel XVII secolo, che dialogano con il nucleo gotico originario. Come molte chiese del Meranese e della Vinschgau, St. Katharina è legata a una leggenda dei giganti, secondo cui due giganti costruirono St. Katharina e Lafenn usando un solo martello, lanciato da una montagna all’altra. Un enorme masso, che secondo la storia sarebbe stato scagliato durante un litigio, si trova ancora nei pressi della chiesa.






