von fpm 01.07.2026 13:30 Uhr

1525-2025: cinquecento anni fa le rivolte contadine (36)

Nell‘ambito delle rivolte contadine che interessano tutta l‘Europa centrale, va ricordata quella del 1525-26, la “guerra dei contadini” guidata da Michael Gaismayr.

elab gif Flavio Pedrotti Móser

Con la sua „Landesordnung“ (Ordinanza provinciale), scritta nel 1526, Michael Gaismayr presentò il progetto di una repubblica: una società di uguali, senza ceti sociali, senza monarca; un’idea decisamente all’avanguardia per l’epoca. In vari luoghi del paese, secondo la necessità, dovranno essere aperti negozi nei quali saranno messi in vendita ogni sorta di beni; e su nessun prodotto dovrà essere applicato alcun profitto, ma dovranno essere calcolati soltanto i costi sostenuti. In questo modo si eviterebbero ogni frode e falsificazione, e ogni cosa potrebbe essere acquistata al suo giusto valore; il denaro rimarrebbe nel paese e ciò recherebbe grandissimo beneficio al popolo comune. A questo amministratore del commercio e ai suoi servitori dovrà essere assegnato uno stipendio fisso. Si dovrà ristabilire una moneta buona e di giusto peso, come ai tempi del duca Sigismondo d’Austria, e l’attuale moneta dovrà essere eliminata ed espulsa dal paese; inoltre, non si dovrà più accettare alcuna moneta straniera, né grande né piccola. Il denaro dovrà essere saggiato e valutato secondo il suo reale valore per l’utilità del paese, e soltanto in tal modo dovrà essere accettato.

Da tutte le chiese e istituzioni religiose si dovranno prendere tutti i calici e gli oggetti preziosi, coniarli in moneta e impiegarli per le necessità comuni del paese. Si dovranno inoltre stabilire buoni rapporti con i paesi confinanti. Non si dovrà permettere agli ambulanti di girare per il paese vendendo merci porta a porta. In futuro si dovrà tenere un mercato nella valle dell’Adige e uno nella valle dell’Inn. Si dovrà avere un unico sistema di pesi e misure e una sola regolamentazione per tutto il paese. I confini e i passi dovranno essere ben custoditi. Si dovrà accumulare una considerevole riserva di denaro nel caso in cui il paese venga colpito da una guerra improvvisa. E i beni confiscati alla nobiltà espulsa o ad altri dovranno essere destinati al mantenimento delle spese giudiziarie.

Tutte le fonderie, le quote minerarie, i giacimenti di minerale, d’argento, di rame e tutto ciò che vi appartiene e che può essere sfruttato nel paese, e che appartiene alla nobiltà o a mercanti e compagnie straniere, come i Fugger, gli Höchstetter, i Baumgartner, i Pömbel e simili, dovranno essere confiscati e trasferiti alla proprietà comune del paese.

Essi, infatti, hanno meritato tale sorte, poiché hanno ottenuto i loro diritti tramite usura ingiusta e denaro ricavato dallo spargimento di sangue umano; inoltre hanno oppresso il popolo e i lavoratori con inganni e merci scadenti vendute a prezzi eccessivi, pagando i salari più del doppio del loro valore reale; hanno rincarato le spezie e le altre merci attraverso il monopolio e sono stati causa della svalutazione della moneta. (continua)

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