von fpm 30.06.2026 18:00 Uhr

Dame damént (24)

Dialetto, sfumature e tonalità espressive danno alla parola contenuto ed espressività talvolta stimolanti e istigati a quelle scambievolezze che la parlata popolare fornisce…

Elab grafica IA e Flavio Pedrotti Móser

I dialetti hanno sempre opposto resistenza all’affermazione della lingua unica e in moltissimi casi restano preferibili alla lingua ufficiale soprattutto nei contesti di scambio domestico e popolare, quelli cioè meno formali, più familiari, caratterizzati da più emozioni, da maggiori coloriture espressive, agganciati maggiormente alla realtà di vita locale. Vale la pena riscoprire parole dimenticate, ormai poco usate o conservate nella sfera familiare… alla scoperta di un’identità che rischia di essere mutata perdendone la sostanza…  si sono evocati non solo oggetti, utensili e arnesi ma anche sfumature, stati d’animo, sensazioni che i luoghi e i ricordi possono risvegliare… e con il dialetto si sono evocati non solo oggetti, utensili e arnesi ma anche sfumature, stati d’animo, sensazioni che i luoghi e i ricordi possono risvegliare, circostanze legate alla memoria tra aneddoti e storielle in un contesto piacevole, divertente, indimenticabile così come incancellabile dovrebbe essere il dialetto che talvolta sa colorare al meglio tempi e fasi della vita…

Zó ‘n càneva s’én diséva fòr dé bò e de vaca sia dé l’un che dé l’altro. No ghèra vèrs de ‘ncolàr la gnapa. La bót pareva che no la gavessa fónt per tant che se ciuciava. Giù in cantina ci si lasciva andare con ogni tipo di sberleffi sena risparmiare nessuno. Non c’era possibilità di tappare la bocca. La bottes3mbrava non avesse fondo per quanto si beveva. Da l’acquaròl se paβava a quel pu bòn. Prima però se daverzeva n’altro vasét, de brise o de sparzi dé bósch e po se dropàva la ladra per tirar su dé quel che el se laβa. Un de quei co la dóva, per esser ciari. Alza el gómbet e vègneme dré… Dal vinello leggero si passava a quello più buono. Prima però si apriva un altro vasetto, di funghi porcini o asparagi di bosco e poi usando il tubo di gomma si travasava dalla botte il vino buono, uno di quei vini con personalità, per essere chiari… Alza il gomito e seguimi! Trinchenar l’è come nar a spass, te te godi tut basta no esser en le pétole, star ben, anca se per spazar via le cocombrie basta ciamar él mónec e vate ciava… bere del buon vino è come passeggiare, puoi godere di tutto purché non si abbiano intralci, purché si stia bene anche se, per liberarsi dalle melanconie, basta chiamare il sagrestano, che rimette il buonumore e chi si è visto si è visto…

Vaga come la vaga e se s’è fat na bala da carét, ónt patòc, per parar for la bala se se tra ‘ntel let a ronzegar… vada come vada, e se si ha esagerato con il vino tanto da esser portati a casa su un carretto, per smaltire la sbornia ci si butta nel letto e si russa…

Da na banda ghè da dir che no l’è miga che la giornada la è sempre come se l’è contada, dé solit l’è bèn él sabo dé sera che se ghé da dént ‘n càneva perché la stimana sé laora e no ghé miga tant temp per far zanade! In ogni caso si deve dire che la giornata non è che va sempre così come si è raccontato, di solito capita di sabato sera perché durante la settimana si lavora e non c’è tanto tempo per far scemate! (continua).

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