von mas 27.06.2026 17:00 Uhr

„L’opzione“ in scena a Fodom

Dopo essere stato presentato in diverse località della Ladinia lo scorso autunno, il pezzo teatrale andrà in scena questa sera alle 20.30 a Pieve di Livinallongo / La Plié  da Fodm.

Particolare dalla locandina

L’Amministrazione Comunale di Livinallongo (in collaborazione con l’Union Ladinns da Fodom) ha deciso di offrire a quanti lo desiderano, una replica del teatro l’OPZIONE.

Lo spettacolo teatrale, interpretato da due professioniste di altissimo livello, è ambientato proprio a Pieve di Livinallongo (a pochi passi dalla Sala Tirol dove andrà in scena!) ed è una vera opportunità per conoscere e capire uno dei periodi più bui delle nostre comunità ladine (le Opzioni appunto, quando i nostri nonni sono stati obbligati a scegliere fra la cittadinanza italiana “fascista” e quella tedesca “nazista”)

 

Dopo essere stato presentato con grande successo in diverse località della Ladinia lo scorso autunno, questa sera il pezzo teatrale „Opzioni“ andrà in scena a Pieve di Livinallongo, riportando sul palco una delle ferite storiche più profonde e dolorose del nostro territorio.

L’opera, scritta dal drammaturgo gardenese Leo Ploner, affronta il dramma del 1939, quando gli accordi tra Hitler e Mussolini costrinsero le popolazioni di lingua tedesca e ladina del Tirolo Meridionale  – annesso al rEgno d’Italia solo due decenni prima  –   a una scelta lacerante: restare in Italia rinnegando la propria identità o emigrare nel  Reich.

Lo spettacolo mette in scena lo strappo che si consumò all’interno delle comunità e delle singole famiglie, drammaticamente divise tra coloro che scelsero di partire e chi decise di restare, e si muove su un terreno storico solidissimo. La ricostruzione teatrale si basa infatti sugli imprescindibili studi di Luciana Palla, la storica che ha dedicato anni di ricerca a documentare l’impatto devastante che le Opzioni ebbero proprio nelle valli di Livinallongo, Colle Santa Lucia e Ampezzo.

Recitato in lingua ladina ma strutturato per essere accessibile e immediato per chiunque, lo spettacolo non è solo un momento di grandissimo teatro, ma un atto di memoria necessario che tocca l’identità profonda di queste montagne, offrendo al pubblico un’occasione unica per riflettere su una pagina di storia locale che per troppo tempo è rimasta confinata nel silenzio.

 

 

Si ringrazia Denni Dorigo, direttore dell’Istitut  Cultural Ladin  Cesa de Jan, per la segnalazione.

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