In pellegrinaggio a Pinè

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soleggiata domenica 31 maggio il Santuario della Madonna di Piné e il prato della Comparsa a Montagnaga hanno accolto il tradizionale pellegrinaggio diocesano dedicato ai malati, alle loro famiglie, ai volontari e alle comunità parrocchiali provenienti da tutta la Diocesi.
Una giornata di preghiera e fraternità, nel segno delle persone più fragili, promossa dall’Area Testimonianza e Impegno sociale dell’Arcidiocesi di Trento in collaborazione con Ospitalità Tridentina.
La mattinata si è aperta con il ritrovo al santuario e con la riflessione introduttiva del rettore don Piero Rattin, cui è seguita la processione verso il prato della Comparsa, luogo profondamente legato alla devozione mariana dell’altopiano di Piné (che proprio pochi giorni fa ha rinnovato il suo voto alla Madonna) e di tutto il Trentino.
L‘arcivescovo Lauro ha presieduto la Santa Messa, trasmessa anche in diretta sul canale YouTube della Diocesi e su Telepace Trento.
Nell’omelia, monsignor Tisi ha esordito da una frase del vescovo Tonino Bello sulla Trinità, definita “folgorante”: “Uno per uno per uno fa sempre uno”, immagine con cui ha raccontato il rapporto trinitario come relazione e dono reciproco, un Dio che esiste non per sé ma per gli altri.
Da qui il cuore del messaggio: liberarsi da un’immagine distorta di Dio, ridotto a giudice severo o contabile dei meriti. Con parole dirette l’Arcivescovo ha denunciato il rischio di annunciare “un Dio che tiene i conti”, arrivando a definire questa rappresentazione una vera e propria “fake news” sul volto di Dio. Al contrario, ha insistito, Dio è amore che si dona senza misura e che non abbandona nessuno. “Dio è Padre e Madre”, ha detto, ricordando che nessuna madre guarda i propri figli come un insieme di errori o li respinge quando sbagliano. Parole particolarmente eloquenti davanti ai tanti malati, familiari e volontari presenti alla celebrazione.
dando che nessuna tecnologia può sostituire ciò che rende unico l’essere umano. “L’uomo resta un incanto, un meraviglioso incanto”, ha detto, aggiungendo: “Noi siamo enormemente più grandi della tecnologia”, perché solo la persona umana sa amare, custodire, accompagnare e condividere la vita dell’altro.
L’omelia si è chiusa con un’invocazione allo Spirito Santo e con una consegna semplice e insieme esigente: “Facci respirare la genialata di vivere per gli altri”, perché è nel dono di sé, ha ricordato don Lauro, che si scoprono la gioia e la libertà autentica.
Nel pomeriggio il pellegrinaggio è proseguito con la recita del Rosario e la benedizione eucaristica dei malati, affidati all’intercessione della Madonna pinetana.






