Comitato Andrea Papi: „Parlare con Bolzano e guardare al Land Tirolo“

Sabato 16 maggio il Comitato Insieme per Andrea Papi, come ogni mese, ha tenuto la conferenza stampa davanti al Palazzo della Regione per prendere posizione sui seguenti argomenti:
Denunciare la falsa comunicazione somministrata dalla P.A.T. con la presentazione del rapporto 2025 sui Grandi Carnivori con questo slogan: “Il 2025 è stato un anno modello per la coesistenza uomo-orso in Trentino, nel 2025 non ci sono stati comportamenti problematici di orsi, come falsi attacchi, inseguimenti o avvicinamenti alle case: tutti i numeri del rapporto grandi carnivori 2025 appena pubblicato indicano una fase tranquilla della nostra convivenza con i plantigradi.” Comunicazione questa, sostenuta dal coordinatore del settore grandi carnivori della provincia di Trento Claudio Groff che non perde occasione per dire che in ogni modo con questa situazione si deve convivere.
Nel rapporto 2025 poi, si fa riferimento ad uno studio di cui non è stata pubblicata la relazione ma che ha già avuto grande cassa di risonanza anche con servizi della Rai regionale. Con detto studio, dell’Università Cà Foscari, si cerca di far passare il concetto della “la zona grigia” – cioè quella parte di popolazione alla quale basta dare spiegazioni e informazioni per garantire la “coesistenza” con orsi e lupi,
Come la pensa la popolazione lo sappiamo bene, 50.000 persone, fino ad ora in 5 Comunità di Valle si sono espresse affermando che la convivenza è impossibile con questi animali, anche perché il numero è crescenti e non ci sono misure di regolazione. In occasione della presentazione del progetto a Carisolo, abbiamo chiesto quanto è costato il progetto ma non ci è stato risposto. Abbiamo confutato i dati presentati, del tutto parziali e incompleti ma non se ne fa menzione.
Allo studio, di pseudo – antropologia è stata dedicata un’intera pagina del Rapporto, la n. 31, mentre invece non si trova nessuna informazione delle consultazioni popolari, regolari e certificate dalle Istituzioni, evento mai accaduto nella storia delle nostre Comunità di Valle.
Certo è che, se questo è il documento che si trasmette al Ministero e da questo utilizzato per le comunicazioni alla Commissione Europea, non si rilevano problemi, si parla solo degli animali e della sofferenza della popolazione non si parla ma si usa uno pseudo – studio per fare finta, ancora una volta, che alla popolazione basta raccontare qualche favoletta sui comportamenti da tenere (non sono bastate le bugie scritte in occasione dell’attivazione del Life Ursus che proclamavano l’accettazione da parte della popolazione).
Sempre dal rapporto si prende atto che la Provincia ha speso 6,6 milioni di euro (quasi 13 miliardi delle vecchie lire) per i gusci anti – orso, cioè i cassonetti in ferro. Tutto questo a spese dei cittadini trentini che spesso, si devono pagare le visite mediche o servizi di assistenza e cura perché la Provincia o non è in grado di rispondere con il sistema sanitario o esclude le persone dall’accesso ai servizi con il sistema ICEF. Per le spese indotte dalla reintroduzione di orsi e lupi, compresi continui studi commissionati per la convivenza i soldi ci sono, per i percorsi di riabilitazione delle persone invece no!!
Il prossimo impegno sarà quello di attivare un referendum per verificare se i cittadini – contribuenti sono d’accordo di spendere i soldi delle loro (tante) tasse in questo modo !
Altro tema è quello della campagna di indottrinamento ideologico per gli studenti, nel caso specifico quelli che visitano l’area faunistica del parco nazionale dello Stelvio a Peio, giovani ai quali viene somministrato un depliant dai contenuti falsi e discutibili oltre che pericolosi che fanno credere che l’incontro con l’orso sia gestibile in condizioni da cartone animato.
Il disegno dell’orso con la scritta in uno scrigno di biodiversità è una comunicazione solo ideologica in quanto la presenza di questi grandi carnivori fuori controllo è uno dei fattori di forte criticità per quanto riguarda la composizione del paesaggio alpino così‘ come noi lo conosciamo e apprezziamo, paesaggio che è identità per la popolazione e fonte di reddito / sussistenza per chi lo coltiva e ne garantisce davvero una biodiversità‘ sostenibile.
Revisione dello Statuto di Autonomia e nuove competenze su grandi carnivori
La revisione dello Statuto di Autonomia, che è certamente una buona notizia e un riconoscimento della nostra Autonomia da parte del Governo, offre nuove possibilità di azione alle Province, certamente però questa nuova fase non deve essere gestita da chi ha voluto la reintroduzione degli orsi in Trentino con le gravi e negative conseguenze in termini di sicurezza, libertà‘, danno grave all’economia alpina e impatto psico-sociale.
E‘ auspicabile che, su questa competenza legata alla vita della montagna, Trento e Bolzano sviluppino una legislazione unitaria guardando al Land Tirolo e alla Svizzera senza i condizionamenti ideologici di coloro i quali, nonostante le tragedie vissute, ancora oggi impongono convivenze a condizioni impossibili.






