von mas 15.05.2026 11:00 Uhr

Consiglio Provinciale, la seduta sulle minoranze

Il Consiglio provinciale ha concluso la giornata d’aula sul tema delle minoranze linguistiche votando e approvando all’unanimità (con 28 sì) le quattro risoluzioni presentate – Mocheni, cimbri e ladini di Fassa, quindi,  ma un distinguo sui ladini retici, ha puntualizzato il consigliere di Fassa – nonchè assessore regionale alle minoranze –  Guglielmi: „I gruppi linguistici da tutelare giuridicamente sono quelli vivi e parlanti oggi e forti nello stesso tempo di una lunga e continuativa tradizione“

Foto: Ufficio Stampa PAT

Seduta congiunta del Consiglio provinciale di Trento con l’Autorità per le minoranze linguistiche per un confronto dedicato ai diritti, alla tutela e alla valorizzazione delle comunità ladina, mòchena e cimbra. Al centro dei lavori di ieri, il ruolo delle minoranze linguistiche come elemento fondante dell’autonomia trentina, anche alla luce della recente approvazione della modifica dello Statuto speciale. Alla seduta hanno partecipato i rappresentanti delle tre comunità: Tea Dezulian, presidente dell’Istitut Cultural Ladin; Franco Moar, sindaco di Palù/Palai; e Willy Nicolussi Paolaz, direttore del Kulturinstitut Lusérn.

 

Le risoluzioni

Nel corso della seduta il Consiglio provinciale sono state depositate quattro proposte di risoluzione dedicate alla tutela e alla valorizzazione delle minoranze linguistiche ladina, mòchena e cimbra.

La prima risoluzione, condivisa in modo trasversale dai gruppi consiliari, punta a rafforzare il ruolo delle minoranze linguistiche nella vita pubblica e simbolica dell’autonomia trentina. Il testo impegna la Giunta provinciale ad avviare un confronto per coinvolgere a rotazione le comunità ladina, mòchena e cimbra nell’organizzazione della Festa dell’Autonomia del 5 settembre, a verificare l’adeguatezza delle risorse destinate ai comuni di minoranza nell’ambito del fondo perequativo provinciale e a promuovere progetti di innovazione tecnologica e traduzione automatica nelle lingue minoritarie, anche attraverso collaborazioni europee.

La seconda proposta di risoluzione, presentata dal consigliere provinciale ladino Luca Guglielmi e sottoscritta dal consigliere Walter Kaswalder (PATT), si concentra invece sulla minoranza ladina-fassana e sul sistema scolastico della Val di Fassa. Il documento chiede di valutare la parificazione dell’indennità di bilinguismo per il personale docente della scuola dell’infanzia della Scuola Ladina di Fassa rispetto agli altri ordini scolastici e propone un rafforzamento dell’OLFED, l’ufficio dedicato alla formazione e alla produzione di materiali didattici in lingua ladina. La risoluzione sollecita inoltre una maggiore collaborazione con la Sovrintendenza scolastica ladina della Provincia di Bolzano per condividere esperienze e sviluppare una strategia comune all’interno della Ladinia dolomitica.

La terza risoluzione, sottoscritta da tutti i consiglieri dei gruppi di minoranza, affronta invece il tema dell‘investimento strategico nel sistema scolastico per la tutela delle minoranze linguistiche. Il testo riconosce la scuola come luogo centrale per la trasmissione delle lingue minoritarie e impegna la Giunta provinciale a valutare il potenziamento dell’insegnamento delle lingue di minoranza nei diversi ordini scolastici, anche attraverso metodologie immersive e il progetto trentino del trilinguismo. La proposta prevede inoltre percorsi specifici di formazione e reclutamento dei docenti, investimenti in strumenti digitali e contenuti multimediali in lingua minoritaria, attività di monitoraggio delle competenze linguistiche e iniziative di scambio interculturale nell’ambito dell’Euregio e della cooperazione.

La quarta proposta di risoluzione, presentata dalla consigliera provinciale Eleonora Angeli, punta a rafforzare la presenza delle lingue minoritarie nei percorsi formativi e negli strumenti educativi innovativi rivolti alle nuove generazioni. Il testo impegna la Giunta provinciale a verificare la possibilità che IPRASE introduca in modo strutturale attività dedicate alla valorizzazione delle lingue e culture ladina, mòchena e cimbra, attraverso percorsi di formazione per il personale docente, iniziative di aggiornamento didattico e collaborazioni con università, istituti culturali e realtà territoriali specializzate. La risoluzione propone inoltre lo sviluppo di attività ludico-didattiche e strumenti digitali per l’apprendimento delle lingue minoritarie.

 

L'Autorità per le minoranze linguistiche

Nel suo intervento, la presidente dell’Autorità per le minoranze linguistiche Katia Vasselai ha rivendicato il percorso compiuto negli ultimi anni per rafforzare la consapevolezza pubblica sul ruolo delle comunità ladina, mòchena e cimbra all’interno dell’autonomia trentina. Vasselai ha spiegato che all’inizio del mandato dell’Autorità vi fosse ancora ‚una diffusa percezione delle minoranze linguistiche come realtà folkloristiche da salvaguardare a fini culturali‘, mentre oggi ‚di minoranze linguistiche si parla molto e se ne discute in modo costante‘, segno di un cambiamento culturale importante maturato in Trentino. ‚La tutela delle minoranze può esprimersi al meglio solo quando esse siano profondamente comprese e accolte nella loro reale essenza dalla popolazione trentina‘, ha affermato.  ‚La tutela delle minoranze linguistiche non ha colore politico‘, ha sottolineato.    Vasselai ha poi ricordato l’introduzione della Giornata regionale delle minoranze linguistiche, nata da un confronto avviato dall’Autorità già nel 2021 e concretizzata nell’ultimo anno. ‚L’evento garantisce alle comunità di minoranza visibilità sia a livello regionale sia addirittura a livello nazionale‘,

Nel suo intervento in Aula, la componente dell’Autorità per le minoranze linguistiche Chiara Pallaoro ha richiamato la necessità di ‚avere maggiore coraggio‘ nelle politiche a favore delle comunità linguistiche storiche, sottolineando come il tema della tutela delle minoranze resti spesso ’scomodo‘ nel dibattito pubblico. ‚Appartenere a una minoranza linguistica non è premiale‘, ha affermato, osservando che chi opera per la tutela dei diritti linguistici ‚difficilmente riceve apprezzamenti al di fuori dei territori di minoranza‘. Pallaoro ha ribadito il legame profondo tra autonomia e minoranze linguistiche, definendolo ‚un binomio divenuto inscindibile in forza del Patto De Gasperi-Gruber‘, di cui quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario. Pallaoro ha insistito anche sulla necessità di superare una visione esclusivamente storica delle comunità linguistiche. ‚Le minoranze linguistiche sono un qualcosa di vivo‘, ha dichiarato, sottolineando come queste realtà rappresentino ‚un ponte non solo verso altre culture, ma anche verso il futuro‘, grazie alla capacità di sperimentare strumenti innovativi e nuovi modelli di sviluppo. Nel passaggio finale dell’intervento è stato inoltre ribadito il valore strategico della tutela linguistica anche nei servizi pubblici, con la richiesta di estendere l’indennità per l’uso della lingua minoritaria ai comparti della scuola e della sanità. ‚Chi educa i figli e chi assiste i nostri anziani in lingua cimbra svolge un servizio di presidio culturale unico‘.

Il ladino retico

Nel suo intervento in Aula, il consigliere provinciale Daniele Biada(Fratelli d’Italia)  ha richiamato il tema dell’identità ladina nelle Valli del Noce, ricordando come in alcune aree, in particolare in Val di Sole, una parte della popolazione continui a riconoscersi in una propria appartenenza linguistica e culturale ladina pur in assenza di un riconoscimento formale da parte della Provincia autonoma di Trento. ‚Questo dato merita attenzione e approfondimento‘, ha dichiarato, precisando che il tema deve essere affrontato ‚attraverso il dialogo, gli studi storici e linguistici e il confronto istituzionale‘. Per questo motivo, Biada ha annunciato il deposito di una proposta di mozione finalizzata ad avviare ‚un percorso di approfondimento serio, istituzionale e scientifico‘ sul tema delle identità linguistiche ladine nelle Valli del Noce. La proposta, ha spiegato, è stata sottoscritta anche dalla consigliera Paola Demagri ‚a dimostrazione del fatto che questi temi devono essere affrontati in modo trasversale e senza appartenenze politiche rigide‘.

Per Paola Demagri – intervenuta successivamente – queste lingue che hanno saputo attraversare i tempi devono essere tutelate in modo sostanziale e concreto. Salvaguardarle non significa creare differenze, ma riconoscerne la preesistenza e far sì che le istituzioni le accompagnino per crescere. Le minoranze linguistiche – ha poi voluto sottolineare la consigliera provinciale di Cles – dovrebbero essere alleate tra loro, estendere quindi il riconoscimento anche alle minoranze retiche nonese, passaggio che non toglierebbe nulla a ladini, mocheni e cimbri.

Il consigliere provinciale ladino e  assessore regionale alle minoranze linguistiche Luca Guglielmi ha lamentato che troppi interventi dei colleghi consiglieri sono sembrati un requiem da funerale. I gruppi linguistici trentini invece sono una cosa viva e per fortuna negli ultimi anni è cresciuta la conoscenza e consapevolezza di essi in Trentino, così come il loro respiro euroregionale ed europeo. A Biada e Demagri – che hanno parlato dei ladini delle valli del Noce – dico che i gruppi linguistici da tutelare giuridicamente sono quelli vivi e parlanti oggi e forti nello stesso tempo di una lunga e continuativa tradizione. Oggi –  ha insistito Guglielmi –  in val di Non pochi parlano questa lingua che negli ultimi anni è stata rispolverata come fatto culturale. Non voterò quindi quando arriverà in aula la mozione sui ladini nonesi, non fa del resto parte del programma amministrativo di coalizione.

Per approfondire

Ecco il link alla pagina web del Consiglio Provinciale, con il resoconto esteso della seduta: DALL‘ AULA

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