von mas 11.06.2026 06:45 Uhr

Briciole di Memoria: Lo sfruttamento delle forze naturali

Ancora da „Il Nuovo Trentino“. Nell’editoriale pubblicato l’11 giugno 1919 in prima pagina e riguardante il convegno a Trento dell’Associazione Elettrotecnica Italiana, si  commenta il discorso di saluto del presidente degli industriali milanesi ai trentini. Si parla – in stile molto „degasperiano“ – di autonomia amministrativa, ma anche e soprattutto di solidarietà energetica con la nazione:  una lettura quanto mai attuale. 

La centrale elettrica di Riva del Garda (Di qwesy qwesy da Wikipedia- CC BY 3.0,)

Parole giuste e idee buone

Il brindisi che l’ing. Giampiero Clerici rivolse ieri a nome degli industriali milanesi ai trentini si distingue da molti altri per una certa lombardicità di contenuto. Non sono frasi, sono idee che corrispondono alle cose. Egli ha senza dubbio lusingato il nostro orgoglio locale, quando ha messo in rilievo la bontà delle nostre organizzazioni economiche e delle nostre amministrazioni autonome.

Gli siamo grati soprattutto per l’augurio ch’egli ha espresso che le nostre autonomie vengano conservate, anche perché ciò serva di esperimento utile ad altre provincie. Quest’idea della nostra autonomia amministrativa fa oramai il suo cammino.

Ma non temano gl’industriali lombardi che noi abbiamo prestato meno favorevole orecchio alla seconda parte del discorso in cui si fa appello alla collaborazione delle terre redente con tutta la nazione. Noi siamo autonomisti in confronto della burocrazia, ma non siamo cantonalisti di fronte alla vita economica e spirituale della nazione.

L’Austria ci toglieva ogni possibilità di sviluppo economico tagliandoci fuori dalla pianura del Po. Oggi, levate le antiche barriere, sentiamo che il nostro avvenire riposa tutto sul congiungimento colla grossa nervatura della produzione lombarda.

E, accogliendo con grato animo l’augurio dell’ing. Clerici, ci associamo a lui nell’esprimere il voto che il Trentino sia messo in grado di lavorare e produrre non solo per sopperire ai suoi nuovi bisogni, ma possa anche collo sfruttamento delle sue forze naturali compensare in qualche parte la nazione dei sacrifizi fatti per la sua liberazione politica.

Accettiamo il motto «tutti per uno e ciascuno per tutti» ben volentieri e con entusiasmo quando questa parola d’ordine ci viene passata da chi come noi invoca la solidarietà di tutte le energie vive della nazione, ma depreca come noi l’asfissia d’un’amministrazione accentratrice e livellatrice.

Non c'è la firma, ma...

A titolo di „esperimento politico“, abbiamo fatto analizzare il testo dell’editoriale all’Intelligenza Artificiale: ecco il responso, altrettanto interessante:

„Sebbene l’articolo non presenti una firma esplicita, ci sono diversi elementi testuali e contestuali che permettono di ricondurre la linea editoriale e la paternità intellettuale del pezzo alla figura di Alcide Degasperi, che all’epoca era il direttore del quotidiano Il Nuovo Trentino.

Ecco gli indizi principali che emergono dal testo:

1. La rivendicazione dell’autonomia amministrativa

  • L’autore esprime gratitudine per l’augurio che le „autonomie vengano conservate“.

  • Viene sottolineato come l’autonomia del Trentino debba servire da „esperimento utile ad altre provincie“, un concetto cardine del pensiero degasperiano di quel periodo, volto a proporre un modello di autogoverno locale per contrastare l’accentramento dello Stato italiano.

2. La distinzione tra „Autonomismo“ e „Cantonalismo“

  • Il testo chiarisce una posizione politica molto netta: „Noi siamo autonomisti in confronto della burocrazia, ma non siamo cantonalisti di fronte alla vita economica e spirituale della nazione“.

  • Questa distinzione riflette la strategia di Degasperi nel 1919: rassicurare il governo italiano sulla lealtà nazionale del Trentino pur combattendo fermamente „l’asfissia d’un’amministrazione accentratrice e livellatrice“.

3. L’integrazione economica con la Lombardia

  • L’articolo evidenzia come il futuro della regione riposi sul „congiungimento colla grossa nervatura della produzione lombarda“.

  • Degasperi vedeva nell’alleanza con le forze economiche del Nord Italia (rappresentate nel brindisi dall’ing. Giampiero Clerici) lo strumento per superare l’isolamento economico causato dal precedente confine austriaco, che „tagliava fuori“ il territorio dalla pianura del Po.

4. Lo sfruttamento delle „forze naturali“

  • Si fa riferimento alla possibilità che il Trentino, tramite lo „sfruttamento delle sue forze naturali“ (chiaro riferimento all’idroelettrico), possa compensare la nazione per i sacrifici della liberazione.

  • Questo tema della „monetizzazione“ o valorizzazione delle risorse idriche come base per l’autonomia finanziaria era un altro cavallo di battaglia della politica economica del direttore del giornale.

In sintesi, l’editoriale riflette perfettamente il programma politico e lo stile retorico di Alcide Degasperi, volto a costruire un’identità trentina che fosse allo stesso tempo orgogliosamente autonoma e profondamente integrata nella nuova realtà nazionale italiana.

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