von mas 12.05.2026 17:00 Uhr

Lavori socialmente utili: non solo verde

A Trento nel 2026 impiegate 157 persone tra cura dei parchi, digitalizzazione dei documenti, servizi a domicilio, animazione nelle Rsa e supporto all’Azienda forestale. Il progetto promuove l’inserimento lavorativo delle persone disoccupate con o senza disabilità e le madri single

Foto Comune di Trento

L‘Intervento 3.3.D, misura cardine delle politiche del lavoro della Provincia Autonoma di Trento, promuove un sistema virtuoso che connette disoccupati e persone in condizioni di svantaggio con enti pubblici e aziende sociali. Nel 2026, il Comune di Trento impiega 157 lavoratori socialmente utili, offrendo loro un reddito e favorendone il recupero sociale.

I lavoratori sono suddivisi in vari ambiti operativi:

  • Cura del territorio: 39 persone affiancano il servizio strade e parchi, mentre 22 operano presso l’Azienda Forestale Trento-Sopramonte.

  • Servizi alla persona: 69 unità lavorano nelle APSP (animazione e verde) e 13 offrono supporto domiciliare e accompagnamento ai cittadini fragili.

  • Amministrazione: 14 collaboratori sono dedicati ad archivi e digitalizzazione.

Requisiti e durata –  L’iniziativa si rivolge a residenti storici (5 anni continui o 10 totali) iscritti alle liste di disoccupazione, con particolare attenzione agli over 50, ai disabili (L. 68/99) e a soggetti segnalati dai servizi sociali o sanitari. I progetti hanno una durata variabile tra i 4 e i 10 mesi, estendibili a 24 per i servizi sociali.

Finanziamento e valore sociale – L’Agenzia del Lavoro finanzia il 70% del costo del lavoro, arrivando al 100% per madri single o persone con gravi disabilità psichiche.

Da oltre un decennio, questo strumento rappresenta per Trento la risorsa fondamentale per sostenere il reddito di chi ha difficoltà a reinserirsi autonomamente nel mercato, migliorando contemporaneamente i servizi urbani e l’assistenza alla comunità.

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