von mas 07.05.2026 11:00 Uhr

Tre cimiteri, tre storie e una contestualizzazione mancata

Il cimitero militare italiano di Merano è stato recentemente restaurato. La Schützenkompanie Meran prende atto dell’intervento con rispetto; tuttavia, proprio per questo motivo, ritiene che non possa mancare il necessario inquadramento storico.

Foto Schützenkompanie Meran

Il 24 aprile, presso il cimitero militare italiano di Merano, si è tenuta una cerimonia ufficiale a conclusione dei lavori di manutenzione e restauro conservativo, che hanno avuto l’obiettivo di recuperare il decoro monumentale, preservare le strutture e garantire la sicurezza e funzionalità del complesso.  Nello specifico l’intervento ha riguardato il consolidamento strutturale dei monumenti, il risanamento delle parti marmoree ammalorate, la sistemazione della scalinata d’accesso e lo sbiancamento di tutte le croci del cimitero oltre alla manutenzione delle aree verdi.

E‘ quanto si legge nel comunicato stampa del Comune di Merano, che conclude: „Il cimitero militare italiano di Merano s(…) rappresenta, oggi più che mai, un luogo simbolico in cui la memoria storica e il rispetto per chi ha perso la vita per il Paese trovano espressione concreta.“

  • La cerimonia di inaugurazione - Foto Comune di Merano

La Schützenkompanie Meran interviene sull’argomento: si tratta non di uno, ma di tre cimiteri monumentali militari, con tre storie completamente diverse.  Manca pertanto un indispensabile inquadramento storico.

Ecco la nota della SK Meran:

Il cimitero militare italiano di Merano è stato recentemente restaurato. La Schützenkompanie Meran prende atto dell’intervento con rispetto; tuttavia, proprio per questo motivo, ritiene che non possa mancare il necessario inquadramento storico.

Presso il cimitero cittadino di Merano si trovano infatti tre aree monumentali militari con storie profondamente diverse:

  • Il cimitero austro-ungarico: allestito tra il 1917 e il 1918, ospita 1.528 caduti della Prima Guerra Mondiale.

  • Il cimitero tedesco: istituito nel 1943, accoglie 1.058 vittime della Seconda Guerra Mondiale.

  • Il cimitero italiano: sorto solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, conta 281 caduti identificati e un milite ignoto.

Fino al 1918 il Sudtirolo era parte dell’Impero Austro-Ungarico e, durante il secondo conflitto mondiale, la maggior parte dei sudtirolesi abili alle armi prestò servizio nella Wehrmacht – continua la nota della Schützenkompanie Meran –  Per questa ragione, numerosi soldati locali riposano nei cimiteri austriaco e tedesco, mentre in quello italiano non se ne trova quasi nessuno.

La Schützenkompanie Meran chiede quindi l’installazione di un pannello informativo ben visibile che illustri oggettivamente la storia di tutti e tre i cimiteri militari.

Solo allora il cimitero cittadino potrà diventare un vero luogo di apprendimento, riflessione e memoria storica condivisa.

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