In Aula il ddl Carenze

Si è aperta in Aula la discussione sul disegno di legge n. 75, dedicato al sistema provinciale di recupero delle carenze formative e delle capacità relazionali degli studenti del secondo ciclo di istruzione e formazione, nonché all’introduzione della Carta delle studentesse e degli studenti. Il testo, che riguarda sia il sistema di istruzione che la formazione professionale, è il risultato di un percorso avviato oltre due anni fa, anche con la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato e un confronto costante e determinante con il mondo della scuola. L’obiettivo non è tornare semplicemente al passato, né riproporre il vecchio modello degli “esami a settembre”. Dopo quindici anni dall’abbandono in Trentino di quel sistema, il disegno di legge individua una terza via: superare sia il recupero tardivo e concentrato nei mesi estivi, sia un’impostazione nella quale le carenze rischiano di trascinarsi troppo a lungo senza una presa in carico efficace. La proposta guarda alla scuola di oggi e alle sue sfide: innalzare la qualità degli apprendimenti, prevenire la dispersione scolastica esplicita e implicita, sostenere la motivazione degli studenti e rendere più chiara la corresponsabilità tra scuola, studenti e famiglie. In questa prospettiva, il recupero non è un adempimento formale, ma una parte integrante del percorso didattico, da attivare con interventi tempestivi, mirati e coerenti con i bisogni dello studente.
Il disegno di legge n. 75 rappresenta un cambio di approccio significativo. Mette al centro il successo formativo, la responsabilità dello studente, la professionalità dei docenti, la collegialità dei consigli di classe, l’autonomia delle scuole e il diritto di ogni studentessa e di ogni studente a non essere lasciato solo di fronte alle proprie difficoltà. Recuperare una carenza non significa solo superare una verifica, ma rientrare pienamente in un percorso di apprendimento, crescita personale e partecipazione responsabile alla vita scolastica.






